
Un bottino niente male quello raccolto in un anno di controlli dalle guardie svizzere di confine. Un 2012 che ha visto un incremento dell'attività ai valichi. Un punto in più per la sicurezza dunque. Bilanci che sotto alcuni fronti non si allontanano di molto rispetto a quelli dell’anno precedente. Si parte dalle multe assegnate per irregolarità, in aumento, così come gli sdoganamenti e le richieste d’asilo. Passano da 940 a 2.044 le autodichiarazioni di tutti coloro che entrano in territorio svizzero con della merce da dichiarare. Una presa di coscienza sicuramente importante da parte dei cittadini che sembrano dunque tendere una mano verso gli agenti e il rispetto dell’attività doganale. Poco invece cambia, rispetto al 2011, circa il traffico di stupefacenti: aumentano i casi, ma le modalità e i quantitativi di droga sequestrati sono bene o male gli stessi. La droga infatti continua ad arrivare per lo più in piccole dosi nascoste addosso alle persone. E non si tratta certamente di casi sporadici: meno merce illegale viene trovata addosso, più le pene sono contenute. I dati che invece toccano sensibilmente sono quelli che fanno riferimento ai ricercati e ai fermi per soggiorno illegale. Se già l’anno scorso queste cifre erano lievitate, quest’anno si sono toccati numeri impressionanti: sono stati infatti 3.094, contro i 1.750 nel 2011, i ricercati intercettati e 7.500, rispetto ai 3.800, i soggiorni illegali. E il 90% delle entrate su territorio svizzero avviene con il treno. “Ma il fenomeno della migrazione difficilmente tenderà a diminuire”, aggiunge il comandante delle guardie Mauro Antonini “quello della migrazione è un vero e proprio flusso impossibile da arrestare”. Un’importante novità prenderà il via prossimamente. Una campagna di reclutamento nello specifico partirà a breve, per potenziare la sorveglianza ed essere ancora più rapidi negli interventi. Ma la prontezza degli effettivi poco conta se di base non c’è un lavoro di collaborazione tra agenti, guardie di confine e finanzieri e carabinieri italiani, oltre che tra corpo federale e polizia cantonale svizzera.AFRO
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