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Radar: "Una presa in giro per il cittadino"
Radar: "Una presa in giro per il cittadino"
Radar: "Una presa in giro per il cittadino"
Redazione
9 anni fa
Secondo i deputati Dadò e Chiesa i controlli vengono fatti per "fare cassa" e non per prevenzione

Dallo scorso luglio la Polizia cantonale deve comunicare settimanalmente le località che saranno interessate, nei giorni seguenti, da controlli della velocità. "L'attuale misura - ha commentato Fiorenzo Dadò (PPD) a LaRegione - è una presa in giro per il Gran Consiglio e, soprattutto, per il cittadino". Il deputato Dadò, insieme a Marco Chiesa (UDC), era stato promotore del progetto iniziale. "Il nostro intento era enfatizzare l'aspetto legato alla prevenzione di infrazioni e incidenti - ha aggiunto quest'ultimo -. Il nostro auspicio era che ci fosse un nesso chiaro tra il luogo del rilevamento e la logica delle azioni preventive". 

In particolare, l'idea era che oggetto dei controlli fossero le zone adiecenti a scuole, asili nido, cantieri e strisce pedonali. "Bisognava trovare un sistema più orientato verso la prevenzione - ha continuato Dadò -. La situazione attuale però non porta a nulla. Non è stata rispettata la volontà del legislatore".  "L'impressione - gli fa eco Chiesa -  è che i controlli vengano fatti dove la possibilità di commettere infrazioni, e quindi di ‘fare cassa’, è maggiore e non dove c’è reale necessità di fare della prevenzione".

L'intenzione del deputato PPD è ora di presenzare una mozione in cui si chiede che i proventi dei controlli vengano utilizzati interamente per la prevenzione. 

La Polizia cantonale, interpellata da LaRegione, ha spiegato che "i controlli mobili non vengono effettuati nelle località segnalate sull’arco di tutta la settimana. Vi è un’alternanza dei rilevamenti legata ai mezzi a disposizione della Cantonale e delle Comunali". I luoghi dei controlli vengono scelti in base alla presenza di "tratti di strada ritenuti sensibili". 

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