
"Multa per eccesso di velocità in Svizzera: impresario rischia estradizione e carcere". È un titolo da cui traspare stupore, quello con cui La Stampa di oggi racconta il caso di un imprenditore ligure fotografato da un radar posto sulla A2, nel canton Svitto, due anni fa. L'uomo si era beccato una multa di 360 franchi, lievitati poi a 700 con le spese processuali. Negli scorsi giorni l'uomo, che sostiene di essersi dimenticato di pagare la multa, si è visto recapitare la notifica della condanna, quattro giorni di carcere, con l'annessa minaccia di estradizione attraverso accompagnamento coatto in Svizzera da parte della polizia italiana. L'imprenditore ha consultato il suo avvocato, che gli ha dato l'unico consiglio utile in questo caso: "Paghi la multa prima che scada". E così, all'ultimo giorno utile prima dell'esecuzione della condanna, l'imprenditore ha pagato il dovuto alle autorità elvetiche. Traendone una lezione di rigore e precisione. "L'ho scampata bella, mai avrei pensato che potessi essere estradato" ha affermato l'uomo. "Però mi chiedo: con gli stranieri che sono multati qui in Italia, il nostro Stato è altrettanto rigoroso?" E in effetti il canton Svitto si dimostra molto rigoroso nell'applicazione della legge. In Ticino, secondo quanto ci spiega Tiziano Schira, capo dell'Ufficio dell'incasso e delle pene alternative, ci sono casi di stranieri che "pagano" le loro multe in carcere, ma non esiste l'estradizione per infrazioni al codice stradale. "Ci sono stati alcuni casi di automobilisti stranieri che hanno pagato con la detenzione delle multe rimaste inevase. Ma questo succede solo dopo diversi anni, una volta terminata la procedura e in presenza di un attestato carenza beni. E comunque non si va a cercare la persona all'estero: la condanna viene eseguita una volta che essa si ripresenta nel nostro Paese."
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