
La notizia degli scorsi giorni relativa al radar incendiato sulla A2 all’altezza di Airolo riapre la questione del numero di controlli di velocità in Ticino. A sollevare il tema sono i granconsiglieri centristi Marco Passalia e Paolo Caroni in un’interpellanza inoltrata al Consiglio di Stato. “Si tratta di un gesto che va certamente condannato, ma che non deve essere né ignorato né sottovalutato, perché è evidente a tutti che nasce in un contesto di esasperante aumento dei controlli radar”, si legge nell’atto parlamentare. L’urgenza di questa interpellanza “è da collegare al rischio di emulazione”.
“La polizia attui un atteggiamento preventivo, non aggressivo”
I due interpellanti si chiedono perché non introdurre sistematicamente misure preventive sulle strade. Secondo loro questo “gesto estremo” dà lo spunto per fare delle riflessioni su quale ruolo debba avere la polizia e su cosa la politica chieda in merito ai controlli di velocità. In generale “è importante che la polizia abbia un atteggiamento preventivo e non repressivo”.
“Incasso da multe raddoppiato per il Cantone”
I dati consuntivi ufficiali degli ultimi anni “ci mostrano una chiara fotografia degli incassi per multe da radar, e in particolare si osserva che questi incassi nel 2022 si attestavano a 13,3 milioni di franchi contro i 6,6 del 2015”, si legge ancora. In pratica “l’incasso per il Cantone è raddoppiato in sette anni”. Altre cifre mostrano che gli appostamenti per il controllo della velocità dal 2019 al 2022 “sono più che raddoppiati, sebbene il numero di veicoli e la crescita della popolazione siano stabili”.
Le domande
Viene quindi chiesto al Consiglio di Stato a quanto ammontano gli incassi per multe da radar nel 2023, quanti appostamenti per il controllo della velocità sono stati effettuati nello stesso anno e quali indicazioni ha la polizia sul numero di controlli e sugli incassi previsti per l’anno in corso. Non solo: Passalia e Caroni chiedono anche al Governo se abbia mai preso in considerazione modalità innovative e alternative di dissuasione della velocità che siano in linea con il principio della prevenzione e non della repressione, e se vi sia l’intenzione di svolgere una verifica sistematica e completa sulle strade/zone pericolose allo scopo di introdurre misure preventive quali addobbi urbani e radar amici.
Radar posizionati per “far cassetta?”
In conclusione “è luogo comune tra la popolazione sostenere che i controlli radar sono posti in zone scelte soprattutto per far cassetta, invece che in strade pericolose a scopo preventivo”. Tale accusa è stata più volte smentita ufficialmente dall’Esecutivo. Ritenuto che lo Stato raccoglie i dati sugli incidenti stradali e i luoghi dove avvengono più frequentemente, per confutare tale diceria una volta per tutte, “è disposto il Consiglio di Stato a pubblicare una tabella dei luoghi in cui sono stati posizionati l'anno precedente i radar con anche le località in cui si verificano i maggiori incidenti stradali, affinché si possa dimostrare con i fatti che viene data la precedenza soprattutto ai luoghi pericolosi?”

