
Due milioni e 800mila franchi da inizio anno. A tanto ammontano le contravvenzioni intimate agli automobilisti incappati nei radar fissi. Una somma che va aggiunta al milione che gli automobilisti beccati, sempre quest'anno, dai radar mobili dovranno sborsare al Cantone. Insomma, non sono proprio bruscolini, visto che l'anno non è ancora terminato. Senza contare che degli 8 radar fissi finora posizionati in Ticino, alcuni sono entrati in funzione solo dopo gennaio. Era il 18 aprile di due anni fa quando il Gran Consiglio approvò il messaggio per l'acquisto e la posa delle 10 postazioni, di cui due complete di apparecchiature. All'appello mancano ormai solo due radar fissi: quello previsto ad Agno e quello lungo l'autostrada, che verrà presto posizionato in direzione sud, prima della galleria di Gentilino. Quando terminerà il periodo di prova di due anni il Cantone farà il punto della situazione, valutando la bontà del provvedimento e, a dipendenza dei risultati ottenuti, deciderà se procedere alla posa di ulteriori postazioni. Comunque sia, al di là del ruolo preventivo al quale il Dipartimento delle istituzioni si è più volte appellato, i radar fissi rischiano di trasformarsi in un business davvero redditizio. Non solo per il Cantone. Anche i comuni finora coinvolti hanno tutto da guadagnare nell'ospitare a costo tendente a zero le postazioni fisse: per ogni multa incassata ricevono infatti 20 franchi. E se finora i radar fissi sono scattati 17mila volte, i calcoli sono presto fatti. La media è di 30mila franchi a comune. Ammesso però che il Cantone riesca a incassare tutte le multe intimate. In realtà, una parte delle contravvenzioni sfugge all'incasso. [email protected]
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