
Dopo l'interrogazione a livello cantonale, si chiedono lumi anche al Municipio di Bellinzona in merito alla scelta della Polcom di posizionare un radar a Camorino a pochi metri dalla fine della riduzione della velocità a 50km/h. A inoltrare l'interpellanza il consigliere comunale della Lega Manuel Donati.
"La Polizia comunale di Bellinzona è di nuovo sulla bocca di numerosi cittadini e non è una novità" esordisce il consigliere comunale. La scelta di posizionare l'apparecchio a pochi metri della fine della riduzione della velocità a 50km/h, quando cioè i conducenti sono già in fase di accelerazione intravvedendo il cartello stradale che informa sulla fine del limite, "non ha lasciato indifferenti coloro che sono stati sorpresi dal radar, ma più in generale anche molte altre persone che hanno manifestato il loro dissenso commentando con toni accesi la notizia sui portali internet o sui social media".
Nel caso in questione "è infatti impossibile intravvedere un’attività di prevenzione, soprattutto se si considera il luogo in cui è stato posizionato il radar, ovvero una strada d’avvicinamento agli svincoli autostradali fuori dall'abitato e senza la presenza di pedoni. Difficile insomma comprendere i motivi che hanno spinto in questa direzione, se non la semplice volontà di portare soldi facili nelle casse comunali".
"In passato, sempre la Polcom, si era distinta per la facilità con cui approfittava delle manifestazioni per distribuire multe a raffica, mettendo a volte in difficoltà e in cattiva luce pure gli organizzatori" prosegue Donati. "Al contrario, nel caso dell’occupazione abusiva di Piazza Governo (per ben tre giorni) tanto zelo nell'intervenire non si era invece visto. Allora ad una nostra interpellanza ci fu detto, banalizzando la risposta, che non vi furono problemi tali da giustificare un’azione degli agenti: ci si elenchi ora – per giustificare l’agire - i problemi causati dalle macchine in quel tratto di strada, rispettivamente i fastidi generati da auto parcheggiate in modo ordinato ma fuori parcheggio".
Per il leghista è "abbastanza complicato capire la logica con cui opera il Comando della Polcom". E non aiutano "le esternazioni superficiali del Comandante", che "dimostrano preoccupanti lacune nella conduzione e peggiorano la situazione (… era all'oscuro del posizionamento come era all'oscuro che vi fosse un accampamento abusivo a 50 metri dal Comando!)".
Ecco dunque le domande rivolte al Municipio di Bellinzona:1. Quali sono i criteri di prevenzione soddisfatti dalla posa in quel luogo di un controllo radar?2. Quali problematiche sono state riscontrate in tempi recenti lungo quel tratto di strada e soprattutto quanti incidenti si sono verificati per giustificarne la posa?3. Il radar sembra posizionato troppo vicino al cartello stradale che indica la fine della riduzione di velocità. La legge che cosa dice? A quanti metri dalla fine della riduzione di velocità si può iniziare ad accelerare?4. Quali sono i criteri da rispettare nella posa di un controllo radar oltre ovviamente al buon senso?5. La scelta del luogo è un’iniziativa personale o condivisa con il Comando della Polcom?6. Gli agenti, oltre a essere formati sull'utilizzo dello strumento, sono anche istruiti sui criteri di prevenzione e i luoghi da privilegiare?7. La Polcom possiede dei “radar amici” con display per attività di prevenzione? Se sì, che utilizzo ne viene fatto?8. Quanti sono in media i controlli mensili a Bellinzona (dall'aggregazione in poi)? Possono essere suddivisi percentualmente in categorie (zona scuole, zone residenziale, strade cantonali, …)?9. Quanto è stato incassato dalle multe negli ultimi due anni? Le entrate sono in linea con quanto accade negli altri comuni?10. Quali insegnamenti ha tratto il Comando della Polcom? L’attività di prevenzione verrà rivista?
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