
Come già accaduto lo scorso anno gli incassi record del radar autostradale di Balerna continuano a far discutere e a scaldare gli animi, in particolare Oltreconfine. Il 59% delle multe per eccesso di velocità comminate sono infatti indirizzate verso i domicili di automobilisti stranieri, gran parte dei quali italiani e frontalieri.
Ad aprile 2017 l’impianto era stato definito “una macchina macina-franchi” da molti frontalieri che utilizzano quel tratto per rincasare. D'altronde nel 2016 l'apparecchio aveva incassato ben 8 milioni di franchi in soli 6 mesi. Da tempo, aveva evidenziato La Provincia di Como, i frontalieri lamentano contravvenzioni “a raffica” che a volte hanno toccato anche quota 600 franchi. Non erano neppure mancate lamentele sul metodo di pagamento in Svizzera, del tutto differente a quello in vigore in Italia. "Se il conducente viene fermato immediatamente dopo aver commesso l'infrazione in Ticino deve effettuare il pagamento diretto o al massimo entro le 48 ore seguenti mentre in Italia, per la riscossione di contravvenzioni ad automobilisti stranieri, bisogna affidarsi a società di recupero crediti che trattengono una percentuale di quanto incassato", aveva sostenuto un lettore del quotidiano comasco (vedi articolo suggerito).
Le polemiche, dicevamo, sono riesplose anche quest’anno, a pochi giorni dal bilancio del radar ‘incriminato’ che dovrebbe contribuire all'avanzo d'esercizio stimato in 15,4 milioni. Addirittura gli introiti provenienti dall'apparecchio potrebbero lievitare di 1,7 milioni rispetto alle proiezioni inserite nella manovra di rientro finanziario del 2016, quando la voce in questione era già stata inserita tra i maggiori ricavi. Sul portale e sulla pagine Facebook de La Provincia di Como gli utenti si sono nuovamente divisi, tra chi difende il modus operandi delle autorità elvetiche, chi proprio non gradisce la presenza del temuto apparecchio e chi punta il dito sull'indisciplina svizzera sulle strade italiane, "Non che gli svizzeri siano santi quando sfrecciano fuori dal loro confine, sapendo che qui non vengono puniti", è uno dei commenti più gettonati.
Qualcuno prova a stemperare i toni e rammenta: "È ormai da più di tre anni che si trova collocato in bella mostra... Chi ci casca è proprio per disattenzione o incurante delle leggi", scrive un lettore del foglio comasco. "Il frontaliere che quotidianamente passa da lì e sfora i 100km/h dopo due anni che tutti ne parlano è proprio uno che se le va a cercare", gli fa eco un altro utente. "Non capisco le critiche contro gli svizzeri per questo motivo! C'é un limite di 100km/h che é ben visibile. Se vai più veloce é solo colpa tua! Se poi gli 'svizzeri' quando vengono in Italia e vanno oltre i limiti e non vengono puniti é solo colpa nostra e non certo loro, se ci fosse lo stesso rispetto delle leggi a casa nostra non si permetterebbero queste 'libertà'", scrive un terzo lettore.
Come detto, c'è anche chi ha 'dichiarato guerra' al radar: "Chi ha il 'privilegio' di non lavorare in Ticino, può farsi condannare dal tribunale di turno e dire ciao ciao alla Svizzera per un po' di anni senza sborsare un euro".
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