
Dopo le dimissioni di Monsignor Lazzeri e l’arrivo del suo sostituto ad interim Alain De Reamy, è stato lanciato un appello affinché la clausola che prevede che il vescovo eletto sia ticinese cambi. Sono duemiladuecento le firme raccolte per cercare di cambiare la clausola sopracitata. È un numero che non ha lasciato indifferente i tre promotori dell’appello per la libertà di nomina del Vescovo di Lugano.
"Una raccolta impressionante"
La data ufficiale entro cui partecipare all’appello era ieri ma anche questa mattina ne sono giunte altre e, con ogni probabilità, continueranno ad arrivare. Un’adesione del tutto inaspettata: “Siamo rimasti impressionanti che le richieste dei formulari sono arrivati da tutto il Ticino”, spiega Maffezzoli. Una raccolta impressionante, dunque, volta alla revisione della convenzione stipulata tra il Consiglio federale e la Santa sede nel luglio del 1968. Convenzione che, lo ricordiamo, in una clausola stabilisce che il titolare della diocesi della Svizzera Italiana “sarà nominato dalla Santa Sede e scelto tra i sacerdoti cittadini ticinesi”. Questa clausola, però, per i promotori non solo è vetusta ma, sottolinea Luigi Maffezzoli, "limitante".
A Berna il prossimo 4 aprile
Tutte le firme raccolte verranno depositate a Berna il prossimo 4 aprile alla presenza del nunzio apostolico in Svizzera, l’arcivescovo Martin Krebs, e del Ministro degli Esteri Ignazio Cassis, in quello che è stato definito un incontro senza precedenti. “Una volta che consegniamo queste firme lasciamo che saranno le autorità a decidere. La nostra richiesta è quella di rivedere una piccola clausola all’interno di una convenzione di due nazioni, chiediamo che venga rivista e non abolita”, conclude Maffezzoli. Le opzioni sul tavolo potrebbero essere quella di estendere la possibilità di nomina a tutti i sacerdoti con cittadinanza svizzera, o a tutti quelli incaricati nelle diocesi a prescindere dalla loro nazionalità e, non da ultimo, di lasciare totale libertà di scelta al Papa.

