
Si torna a parlare della discarica di inerti del Gaggiolo, quella discarica che da tempo toglie il sole, e anche il sonno, a diverse famiglie di Cantello, comune appena aldilà del confine. La discarica lo ricordiamo si trova sul confine svizzero, mentre le famiglie residenti sono sulla parte italiana. Il problema lo si vede (la discarica infatti è così alta che toglie il sole alle case italiane), ma sembra che si fatichi a risolverlo anche se Marco Borradori, direttore del Dipartimento Terriotrio, un anno fa assicurava che la discarica era oramai al termine del suo impiego e il canton Ticino si sarebbe impegnato ad abbassare la montagna di inerti assumendosene le spese. Dal canto suo da Bellinzona il capodivisione dell'ambiente Marcello Bernardi ci conferma che l'accordo dello scorso anno viene rispettato, la montagna viene abbassata. Secondo il presidente dell'associazione ambientalista italiana che contesta la discarica (Aidaa), Lorenzo Croce, la montagna non si abbassa: le ruspe stanno semplicemente spostando il materiale laterale.
Ma l'Aidaa non intende demordere: sono previste azioni dimostrative, e in particolare, spiega nel suo comunicato, "faremo disobbedienza civile che attueremo con lo sciopero della fame e con l'occupazione della dogana del Gaggiolo che effettueremo nei prossimi giorni se le autorità non si decideranno a darci ascolto". Oggi inoltre è partita la raccolta di firme online per chiedere la chiusura del sito e anche una causa civile con richiesta di risarcimento danni per le persone che vivono accanto ad un sito composto da "lavorati con amianto alto 40 metri".>>> Guarda il servizio proposto un anno fa (25 maggio 2007): la situazione oggi non è ancora cambiata
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