
"Rabbia e frustrazione". Così il direttore del Dipartimento Sanità e Socialità Raffaele De Rosa ha commentato oggi, nel corso di una conferenza tenutasi a Bellinzona, la notizia dei rincari dei premi casse malati che toccheranno il Ticino nel 2023. "Si tratta di una stangata che riteniamo ingiusta". La metodologia utilizzata risulta "penalizzante" per il nostro cantone, "colpito già duramente" dalla pandemia. Le basi di calcolo prendono in esame il 2021, anno nel corso del quale c'è stata una ripresa delle attività mediche. Prendere questo dato "è fuorviante e sbagliato", ha rincarato De Rosa. C'è poi al questione delle riserve, "che rimangono a un livello elevato e andrebbero quindi restituite ai cittadini. Invece non vengono utilizzate a sufficienza". Sono tutti aspetti "che abbiamo più volte fatto presente a Berna".
Le misure
A livello federale, il primo messaggio del Governo per abbassare il costo delle prestazioni del 21 agosto 2019 prevedeva nove misure. Per quanto concerne i margini di intervento del Cantone "la pianificazione ospedaliera è uno strumento sul quale stiamo agendo", ha spiegato Paolo Bianchi, direttore della Divisione della salute pubblica. Altro strumento "è il nuovo regime di pilotaggio dell'offerta medica ambulatoriale: dal 1 gennaio 2022 c'è una nuova procedura formale di autorizzazione per esercitare a carico della Lamal da parte di tutti i fornitori di prestazioni. Il sostegno alla medicina di famiglia è a sua volta una nostra priorità. Ricordiamo poi il progetto pilota della cartella ambulatoriale elettronica".
I premi casse malati in Svizzera saliranno del 6,6% nel 2023. Il rincaro per il nostro cantone sarà però più marcato, con un'impennata addirittura del 9,2%. Per commentare la nuova "stangata", in diretta da Bellinzona parlano il consigliere di Stato e direttore del DSS Raffaele De Rosa, il Direttore della Divisione della salute pubblica Paolo Bianchi e il Matteo Veri.
Le riserve
Per concludere De Rosa ha ribadito che l'aumento del 9,2% "riteniamo non sia giustificato. Abbiamo scritto a due riprese, ma non siamo stati ascoltati". Per quanto concerne il tema delle riserve "a inizio anno abbiamo visto che rimanevano sopra i 12 miliardi. Di questi, 5 accumulati tra il 2017 e il 2021". Tali riserve "permettono di coprire il disavanzo delle casse del 2022. Un motivo in più per restituire le riserve agli assicurati, in modo da permettere l'adozione delle importanti misure in atto a livello federale". In conclusione, la decisione giunta da Berna "è una stangata che genera delusione. Nonostante le previsioni per il 2022 i rialzi per il 2023 non si giustificano assolutamente. Il criterio utilizzato è penalizzante per il nostro cantone e la procedura rimane lacunosa".
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15.35-De Rosa: "Rabbia e frustrazione per l'aumento deciso da Berna per il Ticino rispetto a quello nazionale. Si tratta di una stangata che riteniamo ingiusta. In primo luogo la metodologia risulta penalizzante per il nostro cantone, colpito già duramente dalla pandemia. Inoltre le basi di calcolo prendono in esame il 2021 dove c'è stata la ripresa delle attività mediche. Prendere questo dato è fuorviante e sbagliato. Per mitigare questa straordinarietà avevamo chiesto di considerare la media tra 2020 e 2021. Non siamo stati ascoltati. C'è poi al questione delle riserve, che rimangono a un livello elevato e andrebbero quindi restituite ai cittadini. Invece non vengono utilizzate a sufficienza. La stangata peserà come un macigno sui bilanci di numerose famiglie. Sono tutti aspetti che abbiamo più vote fatto presente a Berna. I dati presi si basano sul periodo pandemico che ha fortemente toccato il Ticino. Il Cantone ha ribadito all'UFSP di tenere in considerazione l'eccezionalità del biennio e di riprendere dei dati oggettivi".

15.50 - Paolo Bianchi: "A livello federale sono state fatte varie proposte per abbassare il costo delle prestazioni. Il primo messaggio del Governo del 21 agosto 2019 prevedeva nove misure, abbastanza limitate, per un risparmio quantificato, comunque, di diverse centinaia di milioni di franchi. Il pacchetto è stato suddiviso in due tranche: il pacchetto già adottato prevede sei misure. Tra queste, l'obbligo di trasmettere la copia delle fatture all'assicurato. Il messaggio adottato invece il 7 settembre riguardava un freno ai costi a carico della Lamal che non devono andare oltre un certo livello. Altre misure più incisive sono state abbandonate. Per quanto concerne i margini di intervento del Cantone noi abbiamo un finanziamento ospedaliero stazionario tramite contributo globale. Anche la pianificazione ospedaliera è uno strumento sul quale stiamo agendo. Altro strumento è il nuovo regime di pilotaggio dell'offerta medica ambulatoriale: dal 1 gennaio 2022 c'è una nuova procedura formale di autorizzazione per esercitare a carico della Lamal da parte di tutti i fornitori di prestazioni. Il sostegno alla medicina di famiglia è a sua volta una nostra priorità. Ricordiamo poi il progetto pilota della cartella ambulatoriale elettronica".
16.06 - Matteo Veri:, Collaboratore scientifico Area di gestione sanitaria: "Gli 11 assicuratori principali presenteranno delle differenze di entità. Il premio più basso sarà di 553 franchi. Il dato ticinese si scosta da quello nazionale per un'esigenza di recupero più importante in Ticino che nel resto della Svizzera".

16.17 - Raffaele De Rosa: "Ritenevamo e riteniamo tuttora che si debba svolgere un'analisi su dati completi e trasparenti. Visto lo scenario abbiamo scritto a due riprese al direttore del Dfi e dell'Ufficio federale della sanità pubblica chiedendo un'attenta verifica dei premi 2023 proposti dagli assicuratori malattia e l'attuazione dei correttivi necessari data l'eccezionalità degli anni 2020 e 2021. L'aumento del 9,2% riteniamo non sia giustificato e consideriamo assolutamente importante poter attingere maggiormente alle riserve degli assicuratori malattia per calmierare i premi 2023. Queste erano le nostre richieste sottoposte all'autorità federale. Non siamo stati ascoltati. Riguardo le tre iniziative cantonali: la prima, che chiedeva di tornare al periodo precedente al 2019 durante il quale ai cantoni venivano date tutte le informazioni, formalmente è stata approvata; la seconda concernente la restituzione obbligatoria delle riserve eccessive da parte degli assicuratori agli assicurati. Per quanto riguarda quest'ultima entrambe le Camere l'hanno respinta con la motivazione che ci sono già due mozioni attualmente sul tavolo identiche alla proposta cantonale. La terza iniziativa, bocciata, chiedeva di evitare in futuro l'accumulazione eccessiva di riserve. Sul tema delle riserve: a inizio anno abbiamo visto che rimanevano sopra i 12 miliardi. Di questi, 5 accumulati tra il 2017 e il 2021. Tali riserve permettono di coprire il disavanzo delle casse del 2022. In conclusione, la decisione giunta da Berna è una stangata che genera delusione. Nonostante le previsioni per il 2022 i rialzi per il 2023 non si giustificano assolutamente. Il criterio utilizzato è penalizzante per il nostro cantone. La procedura rimane lacunosa".

