Cerca e trova immobili
Ticino
Rabadan: la nostra risposta
Redazione
15 anni fa
Teleticino prende posizione in seguito al comunicato stampa di stamane del comitato del carnevale di Bellinzona

Il comitato del Rabadan si dice indignato per un certo modo di fare giornalismo che definisce “spazzatura”. Il termine, ormai, va di moda anche in Ticino. Il comunicato stampa odierno è confuso e generico, e non precisa fatti, articoli e circostanze che sarebbero riconducibili al concetto di giornalismo spazzatura. Precisiamo tra l’altro che il Gruppo Teleticino era media-partner della manifestazione e che ha sempre mantenuto un comportamento leale e corretto nei confronti del Comitato. Il che non significa accettare condizionamenti o censure – o autocensure - giornalistiche. Per questo è ancora più spiacevole l’atteggiamento del Comitato Rabadan. Le redazioni di ticinonews.ch e di TeleTicino si sentono direttamente chiamate in causa in quanto hanno per prime rivelato la vicenda del commissario di polizia che sostiene di essere stato aggredito da una decina di giovani nella notte tra lunedì 7 e martedì 8 marzo. Infatti, il Comitato del Rabadan fa esplicito riferimento a questo episodio. Sia come sia, il fatto è realmente accaduto e non è stato inventato, tanto che la polizia ha aperto un’inchiesta penale d’ufficio contro ignoti per aggressione. Noi ci siamo limitati a riportare la versione del commissario di polizia. Se poi, alla fine, il reato sarà qualificato come aggressione o come vie di fatto o lesioni semplici, poco conta. Cosa avremmo dovuto fare? Attendere la conclusione dell’inchiesta, come auspica il comitato del Rabadan? Citiamo: “Attendendo come prassi vorrebbe l’esito dell’inchiesta in corso”. Avremmo dovuto tacere la notizia per evitare di danneggiare l’immagine del Rabadan e del suo presidente Decio Cavallini che un paio di giorni prima aveva dichiarato pubblicamente che durante il carnevale non c’erano stati incidenti di rilievo grazie al potenziamento del sistema di sorveglianza e alle nuove telecamere? Ricordiamo a tale proposito le polemiche sul cospicuo aumento del prezzo d’entrata alla manifestazione. Ma quando la polizia comunica l’arresto di una persona per un qualsiasi reato, o riferisce di una rissa o di altri fatti di cronaca nera, attende forse la conclusione dell’inchiesta? Su, vediamo di non cadere nel ridicolo per tentare di difendere l’indifendibile. Anche perché a 16 giorni dal fatto che ha coinvolto il commissario di polizia l’inchiesta é ben lungi dall’essere conclusa. Per di più, nel gestire la notizia, non ci siamo limitati a riportare la versione della vittima. Abbiamo chiesto immediatamente una presa di posizione a Cavallini, interpellandolo in qualità di presidente del Rabadan. Se poi Cavallini è anche capo della Gendarmeria non è un nostro problema. Se noi riteniamo di essere stati leali e corretti, altrettanto non si può dire del presidente Cavallini che, domenica 13 marzo ha letto, non senza una certa ansia, una presa di posizione ai microfoni della RSI criticando duramente il comportamento giornalistico di TeleTicino. Ai nostri microfoni, invece, si è rifiutato due volte di rispondere (venerdì e sabato), limitandosi a rilasciarci un paio di dichiarazioni. Riassumibili così. Venerdì ha dichiarato di non essere al corrente del caso specifico, ma che se era intervenuta la polizia la cosa non era più di sua competenza. Seconda dichiarazione, sabato dopo l’interrogazione al Governo presentata sul fatto dalla Lega: faremo luce sull’accaduto come Comitato, ma la vicenda non è così grave e va ridimensionata. Cavallini, pur non smentendo di averla pronunciata, sostiene di non aver autorizzato la pubblicazione di quest’ultima frase a lui attribuita. Falso, in quanto la giornalista Eleonora Onorari, che ha parlato con lui al telefono in presenza di un’altra collega, ha ottenuto l’esplicita autorizzazione a utilizzare le frasi riportate. Che poi quelle frasi, pubblicate sul portale ticinonews.ch, abbiano indotto il commissario che si dice vittima dell’aggressione a reagire chiedendo, sabato pomeriggio, di pote

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata