Cerca e trova immobili
Ticino
Rabadan: "Giornalismo spazzatura"
Redazione
15 anni fa
I membri del comitato "biasimano e deplorano gli attacchi personali all’indirizzo di Decio Cavallini"

Un po' come il presidente del PLRT Walter Gianora (per saperne di più clicca qui), anche il comitato del Rabadan parte in crociata contro il "giornalismo spazzatura". Lo fa con un comunicato stampa. Che vi proponiamo per esteso."Iniziamo pure noi con il classico “siamo alle solite” - vi si legge - visto però con altri occhi, con occhiali e lenti dalla correzione un tantino più precisa, quella correzione di cui anche alcuni solerti giornalisti, fortunatamente non tutti, oppure i goffi e spregiudicati cronisti in grembiule della domenica, che animano i nostri media, dovrebbero disporre. Sembra però che per i precitati cronisti questi occhiali e queste lenti non siano una necessità. Non vogliamo dispensare lezioni di giornalismo a nessuno. Vogliamo però indurre ad una riflessione su un certo modo di fare giornalismo, privo di lente. Una lente, quella dell’oggettività, da posizionare sempre davanti agli occhi dell’articolista serio, professionale, che, con carta e penna, o con la più moderna tastiera, si appresta a rendere pubblici fatti accaduti, senza lasciarsi trascinare dall’impeto di chi, soprattutto se protagonista, riferisce di fatti, più o meno gravi, che lo vedono coinvolto, ma ascoltando pure la classica altra campana o attendendo, come prassi vorrebbe, l’esito dell’inchiesta in corso. Quando questa lente sparisce e anzi i fatti vengono strumentalizzati ad arte per colpire, in maniera vile, scorretta e con scopi altri che non un’informazione oggettiva, colui che, a capo del comitato d’organizzazione del carnevale, lavora – sacrificando il suo tempo libero e, non di certo, va pur detto, per arricchirsi – con del resto gli altri membri di comitato, sull’arco di un intero anno per garantire a migliaia di cittadini sei giorni di bagordi, allora viene ad essere leso pure l’aspetto deontologico della professione del giornalista. Il compito di quest’ultimo – prestigioso ma di grande responsabilità – è quello di informare, con la massima oggettività, la gente, senza spingersi oltre, con critiche, giudizi e biasimi, fondati sul sentito dire, su versioni unilaterali rese da informatori, esclusivamente interessati alla divulgazione di certe dicerie, o animati dal desiderio dell’autore di togliersi qualche sassolino dalle scarpe e che dunque lasciano il tempo che trovano, o ancora sfruttando ad arte il periodo pre-elettorale per affacciarsi al balcone lanciando strali che, a conti resi, risultano di una sterilità rimarchevole. Articoli dallo scoop facile, che magari, proprio per questo, risultano essere maggiormente letti ma che, nei diretti interessati, come nella gente comune e ragionevole, lasciano quell’amaro in bocca e quel tanto fumo e poco arrosto, che non fa che irritare gli occhi, ma nulla ha in più da dare. L’interesse della collettività ad un’informazione oggettiva e trasparente permane, ed è vitale, ma dando credito a qualsiasi notizia e pubblicandola senza ulteriori verifiche o senza attendere che gli organi preposti facciano le loro verifiche, il giornalista rischia di non più lavorare in funzione di questo interesse, bensì, paradossalmente, di lederlo. I membri di comitato della Società Rabadan, indignati da questo modo di fare, da questo giornalismo spazzatura, poco serio e sensazionalistico, da tutta una serie di accuse gratuite e prive di ogni fondamento, biasimano e deplorano con forza le modalità utilizzate, gli attacchi personali all’indirizzo del Presidente Decio Cavallini, la strumentalizzazione per riportare nei media i fatti che hanno visto coinvolto un agente della Polizia cantonale durante lo scorso carnevale, nell’inventarne altri mai accaduti, rinnovando tutto il loro sostegno e la solidarietà al loro presidente, confidando nel chiarimento delle vicende parte delle autorità competenti".

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata