Cerca e trova immobili
Chiasso
R-esistiamo contro le violenze nei Centri Federali d'Asilo
© Foto RescueMedia
© Foto RescueMedia
Redazione
3 anni fa
Il collettivo denuncia le violenze impunite di addetti alla sicurezza, evidenziando "il continuo becero razzismo della Svizzera"

Il collettivo R-esistiamo ha organizzato oggi alle 14 :00 un Presidio davanti al Centro Federale richiedenti d’Asilo a Chiasso, per lamentare la violenza di securini e polizia nei confronti dei rifugiati.

Le violenze degli agenti di sicurezza

In un comunicato odierno, il collettivo denuncia le violenze che vengono commesse in seno ai Centri Federali d’Asilo (CFA): “Sono all’ordine del giorno pestaggi, isolamenti nelle stanze di contenimento, violenze psicologiche con privazioni dei bisogni più elementari, messi in atto da agenti della cosiddetta sicurezza”.

Azioni impunite da parte della SEM

R-esistiamo sottolinea che la Segreteria di Stato per la Migrazione (SEM) è responsabile “della sicurezza e del rispetto dei diritti umani nei CFA, tramite due aziende private: Securitas SA e la Protectas SA”. Aziende che, secondo il gruppo, discriminano secondo il colore della pelle, la cultura e la religione. I richiedenti d’asilo vivrebbero così “costanti vessazioni di securini e poliziotti, che agiscono impunemente, forti dell’isolamento in cui vengono fatti vivere i richiedenti asilo, grazie ad un sistema che tutto fa, tranne che proteggere”.

Razzismo sistemico in Svizzera

Nel testo viene pure citato un gruppo di lavoro di esperti delle Nazioni Unite che ha riscontrato un “razzismo sistemico sulle persone di origine africana in Svizzera” e ha raccomandato “il divieto esplicito di profilazione razziale e la creazione di meccanismi civili e indipendenti di denuncia”. Il collettivo ha commentanto l’azione della Confederazione: “La Svizzera continua nel suo becero razzismo, e la SEM non ha fatto assolutamente nulla in questi ultimi 2 anni”.

Voci non ascoltate

R-esistiamo afferma di voler smascherare le violenze inflitte ai richiedenti d’asilo che fuggono da povertà, carestie, guerre e dittature e che cercano protezione in Svizzera e che non hanno modo di “ribellarsi e denunciare, perché la loro voce non viene ascoltata da nessuno, nemmeno da chi dovrebbe proteggere la loro incolumità”.