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Cambiamenti climatici
«Questo che viviamo sarà la nuova normalità»: il Glacier Loss Day arriva sempre prima
© KEYSTONE
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Redazione
4 ore fa
Si chiama Glacier Loss Day e quest'anno è appena avvenuto. Da questo giorno la copertura nevosa dei nostri ghiacciai si è completamente sciolta; inizia così la fase di perdita di massa dei giganti delle nostre montagne. Una notizia non incoraggiante: questo giorno scatta sempre più in anticipo. Solo il 2022 ha fatto peggio. La causa è l'innalzamento delle temperature.

Sono terminate oggi le riserve di neve accumulate in inverno sui ghiacciai svizzeri, dando ufficialmente inizio alla fase di perdita di massa. La superficie glaciale è ora completamente esposta alla calura estiva. Il cosiddetto Glacier Loss Day è arrivato con largo anticipo rispetto alla norma: solitamente cade nel mese di agosto, mentre quest'anno si registra già a fine giugno. Solo il 2022 aveva fatto peggio, con il raggiungimento della soglia il 26 giugno. Per Daniel Farinotti, glaciologo dell'ETH di Zurigo e ricercatore del WSL, il fenomeno è strettamente legato all'aumento delle temperature medie. «Quello di cui ci accorgiamo è che questo Glacier Loss Day avviene sempre prima. Questo ha soprattutto a che vedere col fatto che le temperature si innalzano e che quindi abbiamo più scioglimento durante il corso della primavera e dell'estate». La quantità di neve caduta alle quote dei ghiacciai, spiega l'esperto, ha invece inciso in misura minore. Sul lungo periodo è rimasta relativamente stabile, anche se l'ultimo inverno non è stato particolarmente ricco di precipitazioni.

Un'estate decisiva

Di vitale importanza per le riserve mondiali di acqua dolce e per gli ecosistemi alpini, i ghiacciai rappresentano un elemento fondamentale del paesaggio svizzero. Per un ghiacciaio in salute, ricordano gli specialisti, un giorno come il Glacier Loss Day non dovrebbe nemmeno esistere. La recente ondata di caldo ha accelerato ulteriormente il processo, ma il bilancio finale dipenderà ancora dall'andamento dei prossimi mesi. «Se continuiamo su questi passi sarà un anno assolutamente negativo per i ghiacciai. Se invece l'estate non sarà così torrida come sembra esserlo al momento, potremmo ancora salvarci», osserva Farinotti.

La nuova normalità climatica

Il 2026 si colloca dunque appena dietro al 2022 nella classifica degli anni peggiori. Eppure, secondo gli scenari climatici, situazioni simili potrebbero presto diventare la norma. «Le proiezioni climatiche ci dicono che questo che viviamo al momento sarà la nuova normalità», afferma il glaciologo. Se le settimane di caldo estremo dovessero diventare tipiche dell'estate svizzera, aggiunge, cambierebbero inevitabilmente il modo di vivere delle persone, ma anche il paesaggio, la fauna e la flora del Paese.

Il destino dei ghiacciai ticinesi

Le prospettive per il Ticino sono particolarmente preoccupanti. Secondo Farinotti, per i ghiacciai del cantone «la vita è segnata» e si parla ormai di poche decine d'anni. A livello nazionale la situazione è leggermente diversa: alle quote più elevate potrebbero sopravvivere alcuni resti glaciali anche verso la fine del secolo, ma la maggior parte dei ghiacciai svizzeri è destinata a scomparire. La stima degli esperti è drastica: entro il 2100 potrebbe andare perduto tra l'80 e il 90 per cento dell'attuale patrimonio glaciale della Svizzera.