
Il Consiglio degli Stati ha riaperto la porta al nucleare. I «senatori» hanno approvato oggi (26 voti a 12 e 3 astenuti) il controprogetto indiretto del Consiglio federale all'iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout». Il dossier passa ora al Nazionale. Ma se il divieto di realizzare nuove centrali nucleari dovesse restare in vigore, la Svizzera rischierebbe una penuria di energia? «Ci saranno più veicoli a mobilità elettrica e anche un cambiamento nella tecnologia del riscaldamento, per esempio eliminando le caldaie a combustione e installando le pompe di calore», spiega a Ticinonews Maurizio Barbato, professore in termodinamica fluidodinamica e sistemi energetici al Dipartimento tecnologie innovative della Supsi. In qualche modo «ci muoveremo verso una società che avrà maggiore fabbisogno di energia elettrica». Questo «potrebbe portare dei problemi, soprattutto nei mesi invernali, in cui il solare e l’idroelettrico producono di meno. Potremmo trovarci in condizioni in cui l'unica soluzione è importare».
La questione spazi
Per quanto concerne gli spazi per eventuali nuove centrali nucleari «si può pensare che i posti già esistenti siano adatti, poiché una caratteristica delle centrali nucleari è di non occupare tantissimo suolo». E se pensiamo alle località dove sono ospitate le tre centrali attualmente in funzione, «dispongono anche della rete di trasmissione, nonché del personale già preparato per il tipo di tecnologia».
La sicurezza
In molti si chiedono se oggi le centrali nucleari sono più sicure. «Quelle di terza generazione e terza generazione + si muovono verso sistemi di sicurezza autonomi. In concreto, si possono raffreddare da sole in caso di guasto. Non c'è bisogno di personale perché vi sono sistemi di raffreddamento autonomi», prosegue Barbato. Con la generazione IV «si parla addirittura di strutture che arrivano al completo spegnimento autonomamente. È importante, perché negli incidenti che abbiamo avuto questo non è successo a causa di problemi tecnici che hanno impedito lo spegnimento, e portato quindi alla fusione dei noccioli». Vi è poi la quarta generazione, la quale, oltre a incrementare la sicurezza, «propone anche delle soluzioni energeticamente più efficaci poiché vengono usate meglio le risorse. Si utilizzano dei tipi di combustibile che alcune tipologie di centrali non possono adoperare. Sfruttando meglio, ad esempio, l'uranio», conclude Barbato.

