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Ticino
"Questione climatica: il DFE ha un ruolo centrale"
"Questione climatica: il DFE ha un ruolo centrale"
"Questione climatica: il DFE ha un ruolo centrale"
Redazione
7 anni fa
La terza lettera del coordinamento cantonale per il clima è stata indirizzata al consigliere di Stato Christian Vitta

Prosegue la ‘Rebellion week’, la settimana di sit-in davanti a Palazzo delle Orsoline organizzata dal coordinamento cantonale per lo sciopero per il clima, durante la quale ogni giorno sarà indirizzata una lettera a un consigliere di Stato. Lo scopo, lo ricordiamo, è quello di incoraggiare il Governo ad intraprendere dei provvedimenti in favore del clima.

La terza missiva è stata inviata oggi a Christian Vitta, direttore del Dipartimento delle finaze e dell'economia (DFE), e invita - tra le molte proposte - a portare la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili al 100% nella rete di approvvigionamento dell’AET, a favorire la produzione e la vendita di prodotti locali e a limitare l’acquisto di prodotti oltreconfine.

I giovani invitano infine la popolazione a unirsi a loro in occasione della consegna dell'ultima lettera, prevista per venerdì alle 10.

Di seguito il testo completo della lettera:

Onorevole signor Consigliere di Stato,

con la presente il coordinamento cantonale Sciopero per il clima vorrebbe richiamare l’attenzione Sua e del Dipartimento delle finanze e dell’economia su una questione di urgenza estrema: la crisi climatica. Riteniamo infatti che per fare fronte a questo serio problema servano interventi concreti, rapidi e radicali nell’ambito economico.

L’attuale economia, massicciamente basata sulla globalizzazione e sull’investimento nelle risorse fossili, provoca la quasi totalità delle emissioni di gas ad effetto serra. A livello globale, infatti, più del 70% delle emissioni di gas ad effetto serra sono causate da solo 100 aziende. Per questo chiediamo che anche in Ticino vengano presi dei seri provvedimenti in risposta a queste evidenze scientifiche. Tutte e tre le divisioni del Dipartimento da Lei diretto hanno un grande peso nella presente questione.

In particolare riteniamo fondamentale che le aziende operanti sul territorio ticinese siano incentivate a minimizzare il loro impatto ambientale e che, analogamente, sia favorito l’insediamento di attività produttive con riguardo dell’ambiente.

In aggiunta sarebbe importante disincentivare le attività produttive ed economiche con un grande impatto ambientale facendo riferimento al Catasto dei siti inquinanti redatto dall’ OASI (in particolare ai siti etichettati come “aziendali”).

La richiesta di energia elettrica è in continuo aumento e riteniamo che sia fondamentale far fronte a questa crescente richiesta basandosi interamente sull’energia rinnovabile. Chiediamo pertanto le seguenti misure:

  • portare la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili al 100% nella rete di approvvigionamento dell’AET;
  • sostenere le imprese locali dedite alla produzione di energie rinnovabili tramite l’introduzione di un fondo d’investimento o di un fondo d’aiuto;
  • redigere un piano di riduzione dei consumi energetici, riducendo ad esempio l’illuminazione stradale a tarda notte o l’illuminazione architetturale.
  • Il Ticino è il cantone che nel 2017 ha registrato più importazioni complessive: il valore delle importazioni totali complessive in Ticino nel 2017 ammontava a più di 59’000 milioni di franchi, corrispondenti a più di 168’000 franchi pro-capite. Per questo il settore della produzione dovrebbe essere notevolmente trasformato, con i seguenti scopi:

  • favorire la produzione e la vendita di prodotti locali;
  • limitare l’acquisto di prodotti oltreconfine.
  • Ad avere un grande impatto ambientale sono anche le banche, come dimostra uno studio di Alleanza Clima Svizzera che accusa le banche svizzere di causare 20 volte più emissioni dell’intera popolazione. Ci sembra pertanto fondamentale che anche in questo ambito avvengano dei profondi cambiamenti: nuove leggi dovrebbero imporre alle banche di informare i clienti sui propri investimenti in modo trasparente, al fine di impedire il greenwashing e, per le banche la cui sede amministrativa risiede in Ticino, penalizzare gli investimenti ad alto impatto ambientale, come ad esempio quelli nel settore dei combustibili fossili.

    Infine, per quanto riguarda la Divisione delle contribuzioni, chiediamo che siano messe a disposizione degli altri dipartimenti sufficienti risorse finanziarie per permettere di applicare tutte le misure che sono necessarie. In risposta a tutto quanto detto sopra chiediamo inoltre che il Consiglio di Stato dichiari immediatamente lo stato di emergenza climatica.

    La recente mobilitazione giovanile ha messo in evidenza la gravità della situazione che ci troviamo a dover fronteggiare in tempi molto brevi. Per questo speriamo che le nostre richieste vengano prese in seria considerazione dal Dipartimento delle finanze e dell’economia come dagli altri dipartimenti e che i politici dimostrino sensibilità ed impegno per questa tematica molto importante.

    La ringraziamo per l’attenzione e rimaniamo disponibili a portare avanti un dialogo costruttivo che sappia risolvere coerentemente i problemi legati al clima. Qualora volesse convocarci per un incontro formale nel quale si possa discutere delle suddette proposte, ci può contattare al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected]

    Voglia ricevere i nostri distinti saluti,

    Il Coordinamento cantonale Sciopero per il Clima

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