
Quando lo abbiamo contattato venerdì, Michele Foletti non aveva voluto sciogliere le riserve, ma ci aveva fatto capire che sì, il prossimo 14 aprile ci sarebbe stato anche lui. Ora, c'è l'ufficialità: il sindaco leghista si presenta alle elezioni comunali per un nuovo mandato. "La cosa più complicata è stata convincere mia moglie", scherza ai nostri microfoni.
Perché ritiene di essere pronto per altri quattro anni?
"Per prima cosa, questa volta mi piacerebbe confrontarmi con il voto popolare. Sono infatti diventato sindaco con delle elezioni tacite, in una situazione estremamente tragica ed emotiva. Credo che sia legittimo per un politico capire cosa i cittadini pensino del suo operato. Inoltre, in questi anni ho lavorato su diversi progetti che erano stati solo abbozzati e che nei prossimi quattro anni saranno più concreti. Abbiamo seminato, potremo iniziare a raccogliere".
È stato pesante lavorare come sindaco non eletto?
"No. Tutto sommato, c'è stata fiducia da parte dei colleghi di Municipio, che quasi hanno voluto che facessi io il sindaco. È chiaro però che il voto popolare fornisce una forza contrattuale che un'elezione tacita non può dare".
Pensa che qualcuno cercherà di insidiare il suo seggio di sindaco?
"È possibile. Quattro anni fa io pensavo che non fosse possibile insidiare Mario Branda e invece, per una scelta di partito, c'era stato il ballottaggio. Io dico sempre che non è una scelta dei singoli municipali: dietro ogni membro di Esecutivo c'è un partito con delle strategie. Vedremo, dipenderà tutto da come andrà il primo turno".
Di recente lei ha parlato di perequazione finanziaria intercomunale, criticando l'attuale modello. Se Lugano sostiene di pagare troppo, c'è chi ritiene di ricevere il giusto.
"Mi sembra poco equilibrato che un Comune debba pagare più del 43% del proprio gettito fiscale per finanziare gli altri Comuni. Avremmo potuto trovare soluzioni diverse con Ticino2020, ma questo è stato impedito dal Consiglio di Stato, che ha cambiato le regole del gioco durante i lavori".
Metterebbe la firma per ritrovare dopo aprile gli stessi colleghi di Municipio?
"Al momento lavoriamo bene e mi piacerebbe continuare con loro, ma sono gli elettori a fare le scelte. Posso comunque dire di essere contento di operare con i colleghi e penso che stiamo lavorando bene".

