
“Problemi a scuola? Difficoltà nello studio? DSA? Clinical Pedagogy risolve scientificamente con garanzia di successo i tuoi problemi scolastici”. È questa la pubblicità di un nuovo istituto apparso a registro di commercio sul finire del 2019. Ma l’iscrizione non contempla solo l’insegnamento, bensì anche l’intermediazione sul mercato dei brevetti.
È possibile fare pubblicità di questo tipo? Se lo chiedono tredici granconsiglieri, capitanati dall’UDC Lara Filippini. Che in un’interrogazione al Governo chiede se:
- Il Consiglio di Stato è a conoscenza dell’esistenza della “Clinical Pedagogy International Sagl”? Ha rilasciato autorizzazioni per l’esercizio di tali funzioni? È in corso un eventuale rilascio d’autorizzazione?- Il Consiglio di Stato, ha ricevuto segnalazioni da parte di docenti o istituti scolastici in merito a pressioni di tale azienda? Se sì, quali sono le sedi che hanno segnalato il problema e come si è attivato il DECS?- Il Consiglio di Stato, dopo tali segnalazioni, qualora non avesse rilasciato alcun tipo di autorizzazione, ha provveduto a emanare una circolare o delle direttive verso i propri istituti affinché sappiano come comportarsi a fronte di queste incursioni nel loro operato?- Com’è possibile che queste persone, all’apparenza senza formazione, autorizzazione e quant’altro, riescano a insinuarsi nel nostro tessuto scolastico e a dare pure lezioni ai nostri docenti, i quali sono già ampiamente monitorati sia dal DECS che dalle proprie direzioni?- Chi sono i nove docenti (nome, cognome, domicilio) e le tre (nome, cognome, domicilio) che fanno tutoraggio nelle scuole? Qual è la loro formazione? Che tipo di permesso possiedono per esercitare le funzioni che apparentemente ricoprono?- I proprietari, i docenti e le tre persone di tutoraggio, che tipologia di permesso posseggono – secondo la LStr se non cittadini svizzeri - per potere esercitare in Ticino?- Visto la doppia finalità – a statuto – di tale società, vista anche la seconda di compravendita di brevetti, acquisizione di società di qualsiasi genere, ecc., non vi è il rischio che sia una facciata per altre attività?- Quali sono le tariffe per ogni tipo di proposta (vedi lista nel testo dell’interrogazione)? Tale azienda sottostà a un CNL? Se sì, viste le tariffe, non vi è rischio di dumping salariale visto l’introduzione del salario minimo?- Tale azienda, propone anche l’avvocatura scolastica, lasciando intendere di avere o di appoggiarsi ad avvocati per mediare conflitti educativi tra scuola e genitori. Visto che, anche in questo caso, non viene specificato chi siano tali avvocati o quale sia lo studio, non crede l’On. Consiglio di Stato che sia qualcosa al limite della legalità (come in fondo, all’apparenza, tutto quanto proposto dall’impresa)?- Cosa intende fare il Consiglio di Stato per arginare il fenomeno di queste aziende che apparentemente offrono supporto allo studio, ma le cui finalità sono ben lontane da ciò e altresì dalla nostra cultura?- I genitori che ritenessero di essere stati ingannati da tale azienda o che avessero problemi con i docenti o l’istituto scolastico di riferimento, a chi possono rivolgersi per un aiuto/supporto in materia?
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