
“Come era prevedibile, si cerca di usare l’arma giudiziaria per tappare la bocca a noi e a chiunque voglia denunciare intrecci e conflitti di interesse. Una sorta di guerra preventiva”. Così i deputati Mps Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi hanno reagito alla notizia della denuncia penale che la deputata Cristina Maderni (Plr) avrebbe sporto nei loro confronti. Denuncia che, lo ricordiamo, sarebbe legata all’interrogazione parlamentare che, lo scorso 17 giugno, è stata presentata riguardo ai rapporti tra politica, magistratura e mondo economico, emersi dalla vicenda “Hospita”. La granconsigliera Maderni, scrivono Pronzini e Sergi, “con questo atteggiamento incarna alla perfezione l’arroganza di una classe politica che continua a muoversi secondo il motto: voglio, posso, comando”.
"Far tacere chi disturba i loro interessi"
"E che dire poi - si legge ancora nella presa di posizione - della deputata Maderni che non sente nemmeno il bisogno di astenersi dai lavori della commissione della gestione, chiamata a pronunciarsi sulla nostra interrogazione, e allo stesso tempo cita in giudizio gli autori dell'interrogazione? Nessuna vergogna". "Sono gli stessi che hanno tentato di zittire noi e ogni forma di opposizione in Parlamento attraverso l’infelice proposta di introdurre una soglia di sbarramento per l’entrata in Gran Consiglio, e che ora provano a ottenere lo stesso risultato con la pressione giudiziaria: far tacere chi disturba i loro interessi".
"Citate esclusivamente decisioni note"
Nell'interrogazione, ribadiscono i granconsiglieri Mps, "abbiamo citato esclusivamente documenti pubblici, decisioni note, materiali la cui divulgazione riteniamo fondamentale per garantire trasparenza politica. Abbiamo agito come parlamentari convinti che i cittadini di questo cantone abbiano il diritto di essere informati in modo chiaro su ciò che accade dietro le quinte di un potere politico in crisi di rappresentatività, che non sa più fare altro se non ricorrere all’arroganza, alla minaccia e all’intimidazione".

