
Sergio Savoia? Volevamo proporlo come presidente della commissione parlamentare d'inchiesta: parola di Michele Foletti. All'indomani della bufera scoppiata dopo la richiesta leghista di un cambio ai vertici della commissione: via il presidente Carlo Luigi Caimi, largo a qualcun altro, continuano malumori e polemiche. Una notte, insomma, non è bastata a placare gli animi, anche se poco nulla è cambiato. O forse proprio per quello. Con Caimi ancora ben saldo alla testa della commissione, dopo aver incassato la fiducia sia dell'ufficio presidenziale che di PS, PLR e PPD il capogruppo leghista non esita a mettere i puntini sulle i. La risposta del coordinatore dei Verdi non si è fatta attendere: "Si sa che le cariche sono oggetto di scambio tra i partiti storici, oggi a te, domani a me", ha commentato, "i numeri per una rotazione ai vertici non ci sarebbero comunque stati." Così se i Verdi hanno abbandonato la commissione, resta da vedere cosa deciderà di fare la Lega. Nell'attesa, veniamo alla questione presenze in commissione: esaminando le cifre viene fuori che il gradino più alto del podio, in quanto assenteismo, spetta proprio al commissario leghista Fabio Badasci. 22 presenze su 38 riunioni. Michele Foletti ha però spiegato che, essendo al corrente degli impegni di Badasci, la Lega aveva proposto di sostituirlo con Michele Barra, ai tempi ancora gran consigliere. Operazione che non è stata possibile a causa di un possibile conflitto d'interessi dello stesso Barra, che è pure imprenditore edile. Al secondo posto, con 25 presenze c'è Sergio Savoia. "Io lavoro all'80% per il WWF e, spesso, devo viaggiare. Eventualità riguardo alla quale in commissione erano informati." C'è spazio per un'ultima stoccata: "visti i risultati della commissione, più che con chi è assente, si potrebbe polemizzare con chi c'è sempre e fattura. Mi piacerebbe sapere quanti soldi ha guadagnato Carlo Luigi Caimi". No, una notte non è sufficiente. Le bufera attorno alla commissione parlamentare d'inchiesta ancora non si è placata.ClaRo
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