
Il nuovo anno porta di solito con sé la lista dei buoni propositi ma forse, ancora prima di questi, ci vorrebbe un po’ di sana autocritica per evitare di commettere gli stessi errori nel futuro. Il domenicale Il Caffè ha intervistato i presidenti e i capogruppo dei vari partiti su ciò che non rifarebbero più nell’anno nuovo. Attilio Bignasca, capogruppo della Lega, non voterebbe più il risanamento della Cassa così come è stato realizzato: “Con il senno di poi mi sono reso conto che si tratta di un rinvio nel tempo di un problema che ci chiamerà prima o poi di nuovo alla discussione ; il tasso del 3,5 % di riconversione ce lo sogniamo”. Il capogruppo PPD Fiorenzo Dadò prende invece di mira il tanto discusso Preventivo: “Spero che forze politiche e governo trovino il modo di affrontare in modo risolutivo ed equilibrato il problema delle finanze dello Stato, con un esito migliore, soprattutto per il Paese, rispetto a quest’anno”. Anche Christian Vitta, capogruppo del PLRT, si sofferma sui conti dello Stato: “Spererei nel nuovo anno di capovolgere l’esito negativo del 2012. Mi spiace per quel voto parlamentare soprattutto pensando alle esigenze di bilancio. Con quei milioni di entrate supplementari avremmo dato un buon sostegno alle casse dello Stato”. Sergio Savoia, coordinatore dei Verdi, si rammarica invece sull’esito del referendum sul semisvincolo di Bellinzona: “Abbiamo perso perché gli avversari sono stati finanziati dai Comuni. Ma quando si perde per pochi punti, cresce il rammarico. Bastava crederci, impegnarsi di più e ce l’avremmo fatta. Una lezione per il futuro”. Marco Chiesa, capogruppo UDC, si concentra sulla legge sui negozi: “Abbiamo investito tempo, fatica in Ticino, mentre la vera soluzione andava trovata a Berna. Mi auguro di non ripetere quella corsa ad ostacoli fra interessi divergenti, ma di arrivare rapidamente ad una conclusione positiva per il Paese”.E infine il capogruppo del PS, Pelin Kandemir: “Se c’è una cosa che non rifarei è andare a toccare gli stipendi dei dipendenti pubblici. Bisognerebbe vedere come sostenere e potenziare maggiormente certi servizi”.
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