
Come annunciato oggi il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi hanno incontrato nelle scorse settimane il Presidente della Federazione svizzera delle comunità israelite Herbert Winter e il segretario generale Jonathan Kreutner per chiarire i dubbi che la Federazione aveva espresso sulla promozione di un agente della Polizia cantonale che inneggiò al nazismo. Negli scorsi giorni, inoltre, il Governo ha pure risposto alle due interrogazioni sul caso del sergente E.I. presentate dal deputato PS Ivo Durisch e dal collega del PC Massimiliano Ay (vedi articoli suggeriti).
L’agente, spiega il Governo nelle risposte ai due atti parlamentari, è stato promosso "in quanto soddisfa tutti i requisiti del bando di concorso interno (che prevede una "attenta e ponderata" selezione al termine della quale la rosa di candidati che adempiono ai requisiti viene presentata dal Comando della Polizia e dal direttore del DI - che ha "personalmente confermato la proposta giunta per il concorso" - al Consiglio di Stato, la cui risoluzione viene vistata dalla Sezione delle risorse umane) ed è risultato essere il candidato maggiormente idoneo".
Inoltre, l'agente "ha scontato sia la sanzione penale (nel frattempo estinta dal casellario giudiziale) che quella amministrativa, ha costantemente dimostrato impegno, serietà e dedizione e non è più incorso in alcun genere di comportamento inadeguato e/o penalmente reprensibile". Pertanto, tutte le condizioni poste dalle normative e dai regolamenti vigenti (il Regolamento concernente i gradi e le promozioni presso la Polizia cantonale e la Legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti, LORD) sono adempiute e l’agente può svolgere il suo incarico.
Dalla risposta all’atto parlamentare di Durisch emerge inoltre che l’agente aveva già partecipato in passato a un concorso interno ma, essendo la condanna ancora iscritta nel casellario giudiziale, non era stato possibile dar seguito alla sua candidatura, neppure tramite una norma prevista dal suddetto Regolamento secondo cui il direttore del DI può concedere delle eccezioni in caso di procedimenti penali in corso o terminati con una condanna iscritta.
Il Governo ha pure spiegato di prestare, al pari del Comando della Polizia cantonale, "costante attenzione" al rispetto dei valori etici e condivisi dalla società, sia da parte dei candidati, degli aspiranti che degli agenti. In tal senso vi sono state numerose comunicazioni volte a sensibilizzare i collaboratori su un uso corretto e prudente dei social media.
La 'sanzione mancante'
Il Governo conferma di aver preso conoscenza della condanna a seguito del procedimento penale avviato nei suoi confronti nel 2016 e di aver deciso la sanzione amministrativa "che ha impattato sul ruolo e il salario corrisposto". Tuttavia, "considerate le numerose nomine sottoposte settimanalmente, il tempo trascorso dalla summenzionata decisione ed essendo quella di sergente maggiore una funzione di quadro intermedio e quindi non particolarmente sensibile", la sanzione non figurava nell’incarto sottoposto al Consiglio di Stato.
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