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Ticino
"Quella scuola di psicologia non era illegale"
"Quella scuola di psicologia non era illegale"
"Quella scuola di psicologia non era illegale"
Redazione
8 anni fa
Il Consiglio di Stato ha risposto all'interrogazione di Robbiani sull'istituto "Studi cognitivi e formazione"

Il Consiglio di Stato ha risposto negli scorsi giorni all’interrogazione inoltrata il 13 maggio 2016 dal deputato leghista Massimiliano Robbiani e riguardante il presunto fenomeno delle “scuole truffaldine senza accreditamento”. L’atto parlamentare era stato presentato in seguito al caso, portato alla luce da Ticinonews e dal Mattinonline, della scuola “Studi cognitivi e formazione CH”. Alcuni studenti della scuola, ricordiamo, avevano segnalato l’impossibilità di beneficiare del titolo di studio conseguito visto che l’istituto - nel frattempo chiuso - non disponeva di alcun accreditamento presso l’Ufficio Federale di Sanità Pubblica. La direzione, di contro, aveva sempre sostenuto di non sapere nulla sull’assenza di riconoscimento da parte della Confederazione, vantando l’esistenza di un riconoscimento da parte Federazione Svizzera delle Psicologhe e degli Psicologi (FSP), un ente privato (per saperne di più vedi articoli suggeriti).

Nella sua risposta il Governo ha innanzitutto sottolineato che “la scuola in questione opera nel settore della formazione postlaurea che non è soggetto ad alcuna autorizzazione, motivo per cui non può essere considerata illegale”.

Formazione in psicoterapia solo con un Master - Con l’entrata in vigore il 1° aprile 2013 della nuova Legge federale sulle professioni psicologiche il quadro giuridico è radicalmente mutato e l’accesso alla formazione in psicoterapia è possibile unicamente a coloro che sono in possesso di un Master in psicologia. Tuttavia il legislatore ha previsto un periodo di 5 anni di transizione. Il Consiglio federale ha allestito un elenco di percorsi formativi provvisoriamente accreditati e chi avrà concluso entro il 1° aprile di quest’anno un percorso in psicoterapia figurante in tale allegato otterrà il titolo federale di psicoterapeuta. La scuola Studi cognitivi, ha spiegato il Governo, non figura nell’elenco Dell’Ordinanza federale sulle professioni psicologiche (e non è subordinata alla vigilanza del DECS).

Il riconoscimento del percorso formativo è possibile - Lo studente che segue i corsi della suddetta scuola “deve adoperarsi affinché questi vengano riconosciuti da una scuola provvisoriamente accreditata ai sensi dell’Ordinanza federale sulle professioni psicologiche”. Dal momento che la Confederazione ha deciso di delegare alle associazioni professionali di categoria di diritto privato la supervisione sul settore “gli studenti che hanno frequentato i corsi in questione potrebbero ottenere il titolo di perfezionamento in psicoterapia ai sensi del percorso modulare offerto dall’istituto nella misura in cui il loro percorso verrà riconosciuto da una delle maggiori associazioni di categoria”, ovvero la FSP (che nel frattempo ha revocato l'accreditamento).

I permessi di lavoro dei dipendenti della scuola - Per quel che riguarda il permessi di lavorio dei suoi dipendenti, le verifiche svolte hanno appurato che “risultano diverse notifiche amministrative sul relativo sito dal momento che per l’attività lucrativa inferiore ai 90’ giorni non vi è necessità di un permesso di lavoro valido”. Scuole simili in Ticino, si legge nella risposta, non ve ne sono, anche perché il percorso modulare offerto dalla scuola in questione “era stato voluto per permettere agli studenti ticinesi di svolgere una parte del loro perfezionamento in Italia”.

Il Consiglio di stato, infine, “non è a conoscenza del numero di allievi che si ritengono raggirati né di quanti di loro siano stati risarciti”.

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