
Ieri sera, dopo la deposizione, il minorenne accusato di aver ucciso Arno Garatti ha chiesto al magistrato dei minorenni di essere interrogato. Ha confermato le parole dell'amico, che ha deposto in aula, che diceva di aver visto il cadavere la sera della morte e che la madre da mesi gli chiedeva se conosceva qualcuno che potesse uccidere Arno. Mitra Djordjevic, la madre del presunto assassino, invece ha detto: "Non riesco a capire. Perché questo non è il figlio che ho cresciuto. Deve essere impazzito”. Oggi continua il dibattimento. Si parla del giorno dopo l'omicidio.Puzza di morteArno Garatti è ormai morto da diverse ore. E il cadavere comincia a puzzare. Il presunto assassino vuole sbarazzarsi del corpo e per farlo chiede aiuto a Paiva e Fila. Loro sostengono che il giovane presunto killer millantava di aver ucciso qualcuno, senza però specificare chi. Poi ha svelato tutto. Dapprima a Fila, poi pure a Paiva. I due dapprima sarebbero stati incusiositi, poi avrebbero desistito. E alla fine Fila ha avvertito la polizia. Che è intervenuta e ha scoperto il massacro.Gli smsIn seguito si è passati all’analisi dettagliata delle telefonate e degli sms intercorsi tra il figlio e la madre in Serbia. La donna nega di essere stata informata dal figlio dell’assassinio. “L’ho saputo da un poliziotto”, dice. Zali ha poi estratto dagli atti un sms inviato alla donna dal 17enne il 3 luglio: “tu rimani ancora una settimana giù (in Serbia, ndr), torna il 17, voglio che tutti sanno che eri giù e che ti senta meglio, i miei amici arrivano domani, mi hanno fatto sapere che il lavoro domani sarà finito”.La madre ha detto di non aver capito il senso del messaggio, spiegando che comunque lei è rientrata in Svizzera il 7 luglio, come programmato. “Ho pensato che mio figlio fosse ubriaco”, ha dichiarato. “Erano le sette del mattino“, ha risposto Zali scettico.- la cronaca della prima giornata di processo: Zali: "Non lo guardi e non gli parli" - la cronaca della seconda giornata di processo: Mitra: "Arno era un uomo buono"
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