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Ticino
Quella multa fu eccessiva: niente carcere
Quella multa fu eccessiva: niente carcere
Quella multa fu eccessiva: niente carcere
Redazione
9 anni fa
La CARP ha accolto il ricorso di un motociclista che non l'aveva pagata a causa della sua indigenza. Tutto da rifare

Un motociclista ticinese condannato in due occasioni per infrazioni alle norme della circolazione che non ha mai pagato le relative multe a causa del suo stato di indigenza non dovrà scontare la relativa pena detentiva sostitutiva. Lo ha deciso, con sentenza del 12 maggio 2017 pubblicata oggi, la Corte dei reclami penali (CARP) presieduta dal giudice Mauro Mini.

L’uomo era stato condannato la prima volta in contumacia nel maggio del 2012 dal giudice della Pretura penale Siro Quadri per aver circolato con il proprio motoveicolo ad una velocità di 35 km/h superiore al vigente limite di velocità di 50 km/h e gli era stata inflitta una pena pecuniaria sospesa e una multa di 900 franchi con l’avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarebbe stata sostituita con una pena detentiva di 9 giorni. Nel gennaio del 2016 il motociclista era stato nuovamente condannato a una pena pecuniaria sospesa e alla multa di 500 franchi (eventualmente  sostituita con una pena detentiva di 5 giorni) per guida in stato di inattitudine e infrazione alle norme della circolazione.

In entrambi i casi l’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative (UIPA) aveva avviato le procedure d’incasso, sfociate in rispettivi attestati di carenza beni per complessivi 1'694.50 franchi e 1'304.40, e aveva chiesto all’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi di procedere con l’esecuzione della corrispondente pena detentiva sostitutiva.

Nell’agosto del 2016 l’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi aveva segnalato al ricorrente la commutazione della multa di 900 franchi in 9 giorni di pena detentiva da espiare. Un mese dopo l’uomo aveva inviato un certificato attestata la sua inabilità al 100%. L’Ufficio aveva in seguito sospeso la procedura fino al 13 marzo 2017, data entro la quale "avrebbe dovuto contattare le autorità al fine di determinare la modalità di esecuzione della pena". Nel frattempo anche l’incasso della seconda multa non era andata a buon fine e per questo motivo, il 17 marzo 2017 il giudice dei provvedimenti coercitivi aveva ordinato il collocamento in sezione aperta del motociclista per 14 giorni di pena detentiva sostitutiva.

Il 5 aprile 2017 il motociclista  aveva ricorso contro la decisione di collocamento iniziale del 17 marzo, evidenziando il suo cattivo stato di salute come pure le sue precarie condizioni economiche, postulando quindi il rinvio di 2-3 mesi dell’inizio dell’esecuzione della pena detentiva sostitutiva, in quanto ciò gli permetterebbe, probabilmente, di provvedere al pagamento delle multe, quantomeno magari in modo rateale. L’uomo aveva fatto leva in particolare sul certificato medico e sulla decisione dell’Ufficio dell’assicurazione invalidità, che gli aveva riconosciuto il diritto a tre quarti di rendita d’invalidità con grado AI del 62%.

La CARP, come detto, ha accolto il suo ricorso giudicando sproporzionata la multa di 900 franchi. La Corte ha quindi annullato la decisione del giudice dei provvedimenti coercitivi in quanto la pena detentiva sostitutiva tiene conto della suddetta multa.

Gli atti sono quindi stati ritornati al ritornati al giudice dei provvedimenti coercitivi affinché decida ai sensi dei considerandi.

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