
12mila metri quadrati di terreno al centro di una contesa che dura da anni. Stiamo parlando del parco dell’ex Collegio Don Bosco di Maroggia. I proprietari vorrebbero costruire una scuola internazionale, mentre il comune vorrebbe acquistare il terreno per renderlo un parco pubblico ed edificare un asilo. Lo bocce però sono ferme per un vuoto nel piano regolatore in attesa dell'approvazione del Cantone.
La vicenda
Facciamo un passo indietro. Da oltre 20 anni i salesiani hanno lasciato il collegio, che per circa 90 anni ha accolto numerosi studenti. Poi è avvenuto il passaggio di proprietà. Lo stabile è stato comprato e completamente ristrutturato da una società ed oggi ci sono appartamenti e uffici. Al centro della diatriba tra proprietari e comune vi è il parco adiacente, che ha visto numerosi cambiamenti del piano regolatore. Originariamente era adibito a ospitare eventuali strutture scolastiche o case anziani. La società aveva quindi acquisito lo stabile e successivamente il terreno, presentando due progetti, spiega a Ticinonews Angelo Gilardoni, comproprietario del terreno e socio della società. Il primo nel 2010 per realizzare una casa anziani medicalizzata e un asilo per la comunità (poi ritirato dalla società stessa). Il secondo nel 2017, dopo una lunga discussione con il comune, per realizzare una scuola internazionale. Un'opzione, quest'ultima, a cui il Consiglio di Stato ha fatto opposizione.
Un vuoto regolatore
Dopo un ricorso presentato dalla società, pure respinto, tutto si è fermato. E ancora non è chiaro cosa è possibile fare di quel terreno. Una decisione che concerne Municipio, Consiglio comunale e Cantone. Si è quindi creato un vuoto regolatore, che perdura ancora. "Il Municipio non può fare nulla", spiega il sindaco di Valmara Jean-Claude Binaghi. "La pianificazione è ferma in attesa di una decisione. Il proprietario voleva costruire, la volontà del consiglio comunale è che resti parco pubblico. In attesa della decisione del Consiglio di Stato, le bocce sono ferme".
La posizione della società
La società, nonché proprietaria del terreno, è tuttavia pronta a edificare. "Se otteniamo il permesso, la nostra intenzione è di fare una scuola. Siamo pronti a continuare", sottolinea Gilardoni.
La posizione del Municipio
L'Esecutivo vorrebbe invece appropriarsi del terreno per edificare un asilo e renderlo di nuovo accessibile al pubblico. "Potremmo comperare il terreno nel momento in cui le bocce saranno ferme, ossia quando gli uffici cantonali preposti avranno approvato la pianificazione votata dal Consiglio comunale", spiega Binaghi. "In quel momento, quando sarà cresciuto tutto in giudicato, il comune potrà comperare il terreno. Una volta che è suo, può realizzare quello che ha pianificato, ossia un parco pubblico ed eventualmente un asilo".
Un'offerta respinta
Un’offerta in tal senso è già stata fatta al proprietario da parte del comune, che però non è stata accettata. "Abbiamo ricevuto un'offerta di esproprio per un milione", spiega Gilardoni. "È un prezzo assurdo. Nel 2000 abbiamo pagato un prezzo di 6,5 milioni. Almeno questi soldi dovremmo poterli prendere".

