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"Quel ministro ha prelevato 700'000 franchi per costruirsi la casa"
"Quel ministro ha prelevato 700'000 franchi per costruirsi la casa"
"Quel ministro ha prelevato 700'000 franchi per costruirsi la casa"
Redazione
8 anni fa
Si preannuncia uno scontro in Parlamento sulla previdenza dei Consiglieri di Stato: basta un giorno per averla

Non mancheranno le discussioni durante la seduta di Gran Consiglio di domani, quando il Governo dovrà rispondere all’interpellanza del deputato MPS Matteo Pronzini sui privilegi pensionistici dei ministri (vedi articolo suggerito). Stando a voci che circolano tra i corridoi di Palazzo, infatti, un ministro avrebbe prelevato 700mila franchi dal suo fondo previdenziale per l’acquisto di una casa. "Se così fosse sarebbe oltretutto assurdo che possa poi ricevere la pensione piena (ovvero 140mila franchi annui)", aveva affermato Pronzini.

Fini al 2015, spiega il Caffè, i consiglieri di Stato pur non versando alcun contributo avevano diritto ad una rendita alla fine del loro mandato. Una rendita pari al 15% dello stipendio se rimasti in carica solo tre anni e maturando, invece, il massimo della rendita al termine della quarta legislatura, ossia dopo 16 anni. Dal 2015 le cose cambiano, infatti è trattenuto il 9% del loro onorario che viene versato su un conto bloccato sino all’aprile 2019, quando anche i ministri dovrebbero essere assoggettati alla Cassa pensione dello Stato. 

Come evidenzia ancora il domenicale, se "un bidello che ha lavorato in una scuola pubblica per vent’anni venisse eletto in Consiglio di Stato, riceverebbe la rendita piena anche restando in carica un solo giorno".

Secondo Pronzini il prelievo dai soldi accantonati con la previdenza professionale è un privilegio ingiusto. Perché la legge sull’onorario dei consiglieri di Stato non prevede espressamente questa possibilità, ma rimanda alle disposizioni che regolano la Cassa pensione dei dipendenti statali. Ma i ministri, come ribadito dallo stesso Governo, non sono ancora assoggettati alla Cassa pensione dello Stato. Inoltre, le regole di questa Cassa prevedono la decurtazione della rendita pensionistica nel caso si prelevino soldi dal fondo di previdenza. Regole che però, a quanto sembra, non varrebbero attualmente per i consiglieri di Stato. Insomma, leggi e disposizioni poco chiare che, secondo Pronzini, aprirebbero la strada a benefici ingiustificati.

Tutti i dettagli nell'edizione odierna del Caffè a pag. 13

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