
L’incendio avvenuto il 19 dicembre scorso alla Pm Ecorecycling di Mendrisio aveva sollevato numerose polemiche, soprattutto perché non era la prima volta: in Via Campagna Adorna, infatti, un rogo era già avvenuto nel 2016. Numerosi, quindi, gli atti parlamentari inoltrati al Consiglio di Stato. Tra questi un’interrogazione di Massimiliano Robbiani, che chiedeva come mai non si fosse giunti a una conclusione delle indagini del 2016 e se non si potesse imporre la chiusura del deposito.
Autori ignoti
La risposta alla prima domanda, giunta in questi giorni dal Consiglio di Stato, è semplice: il Ministero pubblico non è riuscito a identificare i potenziali autori del rogo. Così il procuratore pubblico titolare dell’inchiesta ha emesso un decreto di sospensione del procedimento. “Le prove sono state in ogni caso assicurate”.
Diversi correttivi
Dopo l’incendio del 2016, l’azienda di Mendrisio ha ristrutturato gli spazi e adottato “diversi correttivi, tra cui l’aggiornamento del deposito alle (nuove) direttive antincendio, il miglioramento del concetto di stoccaggio, l’automazione di misure in caso di necessità – per esempio la gestione automatica della vasca di ritenzione delle acque di spegnimento in caso di evento”. Dopo il primo rogo, in più, i servizi comunali e cantonali hanno eseguito verifiche “a più riprese”. Il risultato? “È possibile affermare che la PM Ecorecycling SA aveva adottato tutte le misure per gestire l’attività a norma di legge”, scrive il Consiglio di Stato.
“Non vi sono i presupposti per una chiusura”
Per questi motivi i servizi del Dipartimento del territorio “ritengono che non siano dati i presupposti legali per imporre la chiusura del deposito da parte del Cantone, nemmeno collegando questa decisione agli eventi del 2016”. Va però detto che il deposito attualmente è parzialmente chiuso: è stato infatti il Municipio di Mendrisio a vietare l’apporto e la lavorazione di altri pneumatici (mentre su quelli presenti è possibile operare). L’azienda ha interposto ricorso e il Consiglio di Stato lo ha respinto. Ora si tratterà di vedere le decisioni delle ulteriori istanze. Interessanti, sul tema, saranno anche le risposte agli altri atti parlamentari fioccati negli ultimi giorni dell’anno.
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