
L'arma usata per ferire - non gravemente - un 41enne tifoso del Lugano avvenuto sabato 15 gennaio al termine della partita tra HCL e Langnau fuori dalla Resega è stata trovata. Si tratta di un coltellino di piccole dimensioni a disegno mimetico. L'arma è stata trovata nel gabinetto di un esercizio pubblico vicino a dove si sono consumati i disordini. Si tratta di un'arma bianca che il 50enne arrestato nelle ore successive i fatti - come anticipa stamane il Corriere del Ticino - sostiene però non essere sua. Il 50enne, al contempo, respinge di essere stato lui a colpire il 41enne. E tramite il proprio patrocinatore, l'avvocato Costantino Castelli, ha presentato richiesta di scarcerazione. Secondo la sua ricostruzione dei fatti gli indizi di reato sarebbero deboli e contraddittori. Ma non è tutto. Perché il 50enne si dice a sua volta vittima di un'aggressione da parte di alcune persone. Si sarebbe insomma solo difeso.Per farla in breve le versioni su quanto accaduto quella sera fuori dallo stadio sono ampiamente divergenti. In base alle prime ricostruzioni il 50enne stava circolando lungo via Chiosso quando - forse a causa di una sgommata di troppo - era nato un violento alterco con un gruppo di ragazzi, poi degenerato. Il caso è nelle mani del procuratore pubblico Nicola Respini, che dovrà comprendere cosa sia realmente accaduto. Un compito tutt'altro che facile.
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