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Ticino
"Quel coltellino non era mio"
Redazione
16 anni fa
Accoltellamento alla Resega: l'arrestato nega tutto. E sostiene di essere stato aggredito

L'arma usata per fe­rire - non gravemente - un 41enne tifoso del Lugano avvenuto sa­bato 15 gennaio al termine della partita tra HCL e Langnau fuo­ri dalla Resega è stata trovata. Si trat­ta di un coltellino di piccole dimensioni a di­segno mimetico. L'arma è stata trovata nel gabinetto di un esercizio pubblico vicino a dove si sono con­sumati i disordini. Si tratta di un'arma bianca che il 50enne arrestato nelle ore successive i fat­ti - come anticipa stamane il Corriere del Ticino - sostiene però non essere sua. Il 50enne, al contempo, respinge di essere stato lui a colpire il 41enne. E tramite il proprio patroci­natore, l'avvocato Costantino Castelli, ha pre­sentato richiesta di scarcerazione. Secondo la sua ricostruzione dei fatti gli indizi di reato sarebbero deboli e contraddittori. Ma non è tutto. Perché il 50enne si di­ce a sua volta vittima di un'aggressio­ne da parte di alcune persone. Si sarebbe insomma solo difeso.Per farla in breve le versioni su quanto accaduto quella sera fuori dallo stadio sono ampiamente divergenti. In base alle prime ri­costruzioni il 50enne stava circolando lun­go via Chiosso quando - forse a causa di una sgommata di troppo - era na­to un violento alterco con un gruppo di ragaz­zi, poi degenerato. Il caso è nelle mani del procuratore pubblico Nicola Respini, che dovrà comprendere cosa sia realmente accaduto. Un compito tutt'altro che facile.

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