
Si è conclusa al Tribunale federale (TF) la vicenda dell'ex proprietaria di una fattoria, processata in Pretura penale il 10 luglio 2017 per maltrattamento di animali e condannata dalla giudice Elettra Orsetta Bernasconi Matti a una pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere di 30 franchi ciascuna sospesa e a una multa di 400 franchi. I fatti erano avvenuti dal 2010 al 2016 e alla donna era stato rimproverato di aver omesso di foraggiare adeguatamente nove bovini e di aver tenuto il bestiame “in soprannumero rispetto alle capacità della stalla e in condizioni igieniche e sanitarie deplorevoli”.
L’agricoltrice delle Tre Valli aveva inoltrato ricorso alla Corte di appello e di revisione penale (CARP) che, con sentenza del 1° giugno 2018, aveva parzialmente accolto l'appello prosciogliendola dall'imputazione di maltrattamento di animali limitatamente all'addebito di non avere nutrito una particolare bovina. Per il resto il giudizio di colpevolezza e la pena pecuniaria erano stati confermati, ma l’ammontare della multa era stato ridotto a 300 franchi. Dieci giorni dopo la donna aveva presentato ricorso al Tribunale federale, chiedendo di annullare la sentenza della CARP e di essere prosciolta da tutte le imputazioni.
I supremi giudici losannesi hanno però respinto il gravame con sentenza del 22 ottobre pubblicata oggi in quanto "la ricorrente si limita per la quasi totalità del gravame a riprodurre testualmente l'allegato di appello presentato dinanzi alla Corte cantonale”. Una simile motivazione, ha spiegato la Corte, "non adempie le esposte esigenze ed è quindi inammissibile".
La donna aveva inoltre contestato le cause della magrezza dei suoi bovini e l'affidabilità dei referti dell'Ufficio del veterinario cantonale, rimproverando alle precedenti istanze di non avere tenuto conto di alcuni rapporti che non avrebbero riscontrato inadempienze nella conduzione dell'azienda agricola. Al pari della CARP, anche la Corte federale ha però ritenuto "privi di credibilità" tali rapporti, a fronte dei referti “dettagliati e corredati da documentazione fotografica” del Veterinario cantonale. Il ricorso è stato pertanto respinto in quanto insufficientemente motivato e a carico dell’agricoltrice sono state poste anche le spese giudiziarie di 3'000 franchi.
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