
Rappresentava un "aiuto d'urgenza", il contributo di 250'000 franchi versato dalla Confederazione nel 2016 alla discussa organizzazione non governativa Migrant Offshore Aid Station (MOAS).
Un contributo sul quale, come noto, sia il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri sia il suo collega democentrista Marco Chiesa intendono chiedere maggiori lumi al Consiglio federale, anche alla luce di una risposta fornita nel 2015 dal Consiglio federale al socialista Carlo Sommaruga, nella quale veniva respinta l'idea di finanziare la MOAS (vedi articoli suggeriti).
L'anno seguente però il Consiglio federale ha evidentemente cambiato idea. "Nel 2015, all'epoca dell'intervento di Sommaruga, non c'erano finanziamenti disponibili" spiega al Corriere del Ticino il portavoce del DFAE Pierre-Alain Eltschinger per motivare il cambio di rotta. "L'anno successivo invece, in considerazione della recrudescenza delle tragedie nel Mediterraneo, l'Aiuto umanitario della Confederazione ha deciso di versare un contributo d'urgenza di 250'000 franchi."
Il portavoce del DFAE dichiara pure che Berna è al corrente delle accuse di collusione con gli scafisti libici rivolte alla ONG fondata da una ricca coppia di italo-americani. Ma queste "sono apparse nel 2017, dopo quindi l'intervento della Confederazione". E in ogni caso un ulteriore finanziamento svizzero a favore della MOAS "non è previsto".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

