
Ha aggredito quattro donne lungo il Cassarate a Cornaredo. I fatti risalgono quando l'imputato aveva appena 18 anni. Il giovane che oggi ha 21 anni è stato condannato dalla Corte delle Correzionali di Lugano a 2 anni e 3 mesi. Così ha deciso la giudice Agnese Balestra Bianchi.La prima aggressione risale al 23 marzo 2006. Approfittando del buio il giovane assale di spalle la vittima che butta a terra e le infila le mani sotto gli abiti. La donna si difende e urla. A quel punto l'aggressore scappa. Il giovane ci riprova altre tre volte: il 26 e il 28 aprile e il 25 giugno. Ora tenta di stordire le vittime con un panno imbevuto di solvente per eliminare lo smalto da unghie. Durante le ultime due aggressioni tenta anche con forza di avere un rapporto sessuale con le vittime e cerca pure di rubare loro il portamonete. I soldi gli sarebbero serviti per comprarsi la cocaina, di cui era consumatore occasionale. Le donne però, nelle tre aggressioni, riescono a difendersi. L'ultima vittima inoltre riesce a fornire alla polizia una descrizione dell'aggressore, che viene arrestato poche ore dopo.Il procuratore pubblico Mario Branda, ha in particolare sottolineato la sofferenza causata alle vittime: "Si tratta di ferite che non si rimargineranno più. Sentirsi aggrediti alle spalle e in piena notte, è un’esperienza incancellababile per il resto dell’esistenza". Il difensore, l'avvocato Pascal Cattaneo, ha parlato di disturbi della personalità legati ad un'infanzia travagliata del suo imputato e dall'uso di droghe, come emerso da una perizia psichiatrica. Secondo l'avvocato Cattaneo il suo difensore "non voleva tanto riuscire ad avere un rapporto sessuale, quanto vendicarsi sulle donne di quanto subito da bambino". Il legale si è battuto per l’assoluzione dei reati minori (coazione sessuale e lesioni semplici) perché confluiti nelle imputazioni principali. Ha chiesto inoltre una massiccia riduzione della pena perché il giovane si è pentito e ha ottenuto buoni risultati durante il recupero in comunità.Ma la giudice ha solo in parte accolto le conclusioni dell'avvocato Cattaneo. "Reati del genere - ha dichiarato - sono quelli che oggi fanno più paura e nei confronti dei quali non c’è più tolleranza". La pena dell'accusa è stata quindi confermata, ma che la giudice ha sospeso per permettere all'imputato di continuare il percorso terapeutico in comunità. L'imputato dovrà inoltre versare alle vittime importi da un massimo di 7 mila a un minimo di 2 mila franchi per torto morale.
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