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Ticino
Quattro licenziamenti alla SUPSI
Redazione
11 anni fa
A causa del calo di ordinazioni, chiuderà il Laboratorio di test su moduli e sistemi fotovoltaici

Tagli all'orizzonte alla SUPSI. Il Consiglio della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), su proposta della Direzione, ha deciso, nella riunione del 19 giugno scorso, di ristrutturare il Laboratorio di test su moduli e sistemi fotovoltaici.

Nonostante gli sforzi, fanno sapere dalla SUPSI, nell’ultimo semestre si è verificata un’ulteriore diminuzione delle ordinazioni che ha a sua volta provocato una crescente difficoltà nell’ottenere quei progetti di ricerca che coinvolgono attivamente il Laboratorio nella sua interezza.

L’esame approfondito della situazione e in particolare delle sue prospettive evolutive ha mostrato chiaramente che non è purtroppo più possibile assicurare la continuità di una struttura di così grandi dimensioni, focalizzata prevalentemente sulle attività di certificazione, che dovranno d’ora in poi essere svolte in altri laboratori specialistici a livello internazionale, considerato che quello di Lamone era unico nel suo genere in Svizzera.

La ristrutturazione prevede la chiusura del Laboratorio a Lamone con effetto al 31 dicembre 2015 e il trasferimento di una piccola parte delle apparecchiature alla sede di Trevano. Alcune prove particolarmente rilevanti nel contesto della ricerca applicata potranno quindi continuare ad essere eseguite per poter garantire il raggiungimento degli standard qualitativi dei pannelli immessi sul mercato. Il trasferimento tecnologico delle attività di test prioritarie per la ricerca applicata permetterà così di mantenere le competenze tecnico-scientifiche acquisite negli anni.

Questo ridimensionamento comporta la soppressione di 4 posti di lavoro a tempo pieno. Si tratta di 4 collaboratori tecnici, con competenze specificamente legate all’esecuzione delle citate prove. Altri 4 collaboratori attivi parzialmente presso il Laboratorio potranno invece essere reintegrati all’interno dell’ISAAC nel corso dei prossimi mesi.

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