
Il Procuratore pubblico Antonio Perugini ha emesso i decreti di accusa nei confronti del direttore e di tre giornalisti de "Il Caffè", contro i quali la clinica Sant'Anna di Sorengo aveva esposto querela per diffamazione e concorrenza sleale per i servizi pubblicati sul cosiddetto "caso Rey" (vedi articoli suggeriti).
Come si legge nei documenti divulgati stamane dalla stessa clinica (vedi PDF allegati), il direttore del domenicale Lillo Alaimo è accusato di "ripetuta diffamazione" e "infrazione alla Legge contro la concorrenza sleale" per aver "denigrato le prestazioni, i prezzi e le relazioni d’affari della Sant’Anna". Alaimo è quindi stato condannato a una pena pecuniaria, sospesa condizionalmente, di 60 aliquote giornaliere da 270 franchi (per complessivi 16'200 franchi) e al pagamento di una multa di 2'000 franchi.
Accusati "solo" di "ripetuta diffamzione", invece, il vicedirettore Libero D’Agostino, il caporedattore Stefano Pianca e la giornalista Patrizia Guenzi per "aver ricostruito solo parzialmente i fatti e/o amalgamando fatti tra loro diversi, esagerando l’importanza di singoli elementi e/o allineando affermazioni errate o parzialmente tali".
Nel comunicato stampa, la Sant'Anna sottolinea che "finalmente, dopo le innumerevoli e ingiustificate accuse alla loro professionalità, le decisioni del PP riconoscono indirettamente alla direzione della Clinica e al suo personale di avere agito e di agire tuttora nel rispetto delle regole e nel solo interesse dei pazienti".
Dal canto suo "Il Caffè", tramite la sua edizione odierna, fa sapere di avere presentato opposizione contro tali decisioni tramite il legale Luca Allidi e sottolinea che mentre il procedimento per diffamazione "è andato avanti rapido", quello contro Piercarlo Rey, il chirurgo autore dell’errore medico che ha portato all'asportazione dei seni alla donna sbagliata, "pare fermo".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

