
Il processo in primo grado per la truffa del vino si è concluso con quattro condanne e un’assoluzione. Tre anni, di cui sei mesi da scontare, sono stati inflitti al titolare di fatto di una società del Luganese, un 68enne considerato il fulcro della truffa. L’uomo è stato invece prosciolto dall’accusa di essersi intascato 300'000 franchi che sarebbero spettati alla società.
Le altre condanne
Due anni e mezzo, di cui sei mesi da scontare, toccano invece a un 64enne del Luganese, che ha finanziato parte della truffa. Il gerente di fatto della società riceve invece 16 mesi sospesi, mentre un 54enne che si è prestato per compiere parti della truffa si è visto assegnare due anni sospesi. Prosciolto invece suo figlio.
La vicenda
I fatti, lo ricordiamo, riguardano oltre settantamila bottiglie di barbera spacciato per vino più nobile e venduto a distributori, soprattutto d’oltralpe. Il vino sotto sequestro sarà trasferito dal Cantone in bottiglie generiche e venduto all’asta.

