
Francesco Meloni dovrà scontare 4 anni di carcere per aver tentato di uccidere il gerente del ristorate Giardinetto di Bodio dove lavorava.Lo ha stabilito la corte delle assise criminali presiedute dal giudice Claudio Zali. Una sentenza, dunque, che conferma l’accusa principale promossa dal procuratore pubblico Nicola Respini. Quella sera Francesco Meloni decise di partire per Bodio con l’intenzione di uccidere il suo datore di lavoro. Senza ripensamenti lo attese per un’ora, prima di aggredirlo, con un coltello da sub. La corte ha confermato quindi la versione del procuratore pubblico Nicola Respini. Il primo ad impugnare il coltello nella colluttazione che terminò con il ferimento di entrambi fu dunque Meloni che con determinazione colpì al collo e al torace il proprietario del Giardinetto, prima di essere ferito a sua volta. Prova di questa versione, il fatto che unicamente il proprietario del ristorante presentava ferite da taglio alle mani, segno che Meloni impugnava il coltello dalla parte del manico e che vi fu unicamente un passaggio: dalle mani di Meloni a quelle del gerente. Non da ultimo le versioni discordanti di Meloni, unite al fatto che quella sera si presentò con guanti di lattice e cappello, non hanno consentito alla giuria di concedere all’imputato il ragionevole dubbio. Nella commisurazione della pena tuttavia sono state riconosciute le attenuanti della scemata responsabilità e quello importante della violazione del principio di celerità. Motivo per cui la pena è stata dimezzata a 4 anni di detenzione. L’avvocato difensore Isabel Schweri, che aveva chiesto l’assoluzione del suo assistito, ha deciso di ricorrere. fp
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