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Ticino
"Quattrini è al suo posto?"
Redazione
12 anni fa
Caverzasio interroga il Governo sulle considerazioni fatte dal Delegato per i rapporti transfrontalieri riguardo all'accordo con l'Italia

Continua il pressing della Lega attorno all'accordo fiscale con l'Italia. Daniele Caverzasio ha inviato oggi un'interrogazione al Governo per capire il ruolo giocato e le considerazioni fatte dal Delegato per i rapporti transfrontalieri, Francesco Quattrini, riguardo al blocco dei ristorni e all'esito dei negoziati fra Svizzera e Italia.

Riportiamo qui di seguito il testo del capogruppo leghista:

"È notizia degli scorsi giorni riportata dalla stampa, che il Delegato per i rapporti transfrontalieri, Francesco Quattrini, avrebbe scritto al Governo, consigliandolo di accettare l’accordo fiscale con l’Italia.

Il funzionario – tanto voluto dal Cancelliere dello Stato Gianella e alle dipendenze dello Stato solo dal 1. settembre scorso! – avrebbe così motivato il suo consiglio spassionato: “(…) sono convinto che l’accordo ottenuto in via provvisoria tramite la roadmap sia un buon accordo per il Ticino e vada sostenuto dal Consiglio di Stato. Altresì, credo che in questo complesso negoziato si sia probabilmente ottenuto il massimo risultato visto le premesse di partenza poco incoraggianti e gli sviluppi perturbati (…)”

Quattrini si sarebbe poi lasciato andare in considerazioni molto discutibili, oltre che inopportune e, si crede, peraltro non richieste, sulla decisione del blocco dei ristorni e qualsiasi altra misura presa in difesa del mercato del lavoro ticinese: “Da una parte, il blocco dei ristorni del 2011 è stato interpretato da Roma come un gesto di forza illegale e ostile nei confronti dell’Italia e non come a una legittima risposta all’inclusione della Svizzera nelle black list. Tutto a un tratto, anche volendo, i negoziatori italiani non erano più in grado di fare delle concessioni al Ticino senza perdere la faccia . Inoltre, sul finire del negoziato, quando si stava discutendo sulle percentuali d’imposta da ripartire, è caduta la decisione del Gran Consiglio di portare il moltiplicatore cantonale al 100%. Questa decisione, intempestiva dal punto di vista negoziale, ha indebolito la posizione dei negoziatori svizzeri. Difatti, la delegazione italiana ha concluso che con quest’azione il Ticino avrebbe unilateralmente trattenuto più soldi, e non riteneva quindi più necessario compiere concessioni nell’ambito dei negoziati bilaterali”.

Ma non solo! Quattrini avrebbe aggiunto: “La conclusione del negoziato non garantisce ancora al 100% la firma dell’accordo di modifica della Convenzione doppia imposizione. Imprevisti dell’ultimo minuto possono ancora sorgere. Ritengo importante che il Consiglio di Stato possa esprimersi pubblicamente e in tempi brevi in termini positivi sull’esito dei negoziati per scongiurare qualsiasi brutta sorpresa che comporterebbe pesanti conseguenze sullo sviluppo economico e sull’impiego del nostro cantone”.

Ora, alla luce di quanto scritto dal funzionario e pure di quanto dispone la legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato, chiediamo:

Qual è il ruolo del Delegato ai rapporti transfrontalieri? Il Consiglio di Stato ritiene che un funzionario che fa delle affermazioni simili, sia in grado di rappresentare gli interessi del Cantone nei confronti dell’Italia?

Il Consiglio di Stato non ritiene del tutto fuori luogo le affermazioni del dipendente? Le affermazioni del funzionario sono state approvate dal suo funzionario dirigente? Intende adottare una procedura disciplinare nei suoi confronti?

È vero che il funzionario sarebbe pagato fr. 180'000 all’80 percento di attività per dare dei consigli non richiesti e che sarebbe stato prestato dall’amministrazione federale per un anno? Se sì, su che basi si deciderà se continuare la collaborazione?"

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