
In conferenza stampa, ieri, il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali l'ha detto chiaramente: ci saranno altri messaggi del Governo per opere relative al comparto della stazione di Lugano, ma era giusto dare particolare rilievo a quello per il sottopasso "Genzana" in quanto si tratta "del primo progetto della zona che ha un'importante valenza stradale". Come ci spiega lo stesso Zali, l'obiettivo del nuovo sottopasso stradale "Genzana" "è sgravare il traffico, ampliando la rete stradale nell'area della stazione". I volumi di traffico sulle strade di accesso alla città, spiega infatti Zali, sono tornati ai livelli di dieci anni fa, poco prima dell'apertura della galleria Vedeggio-Cassarate, che su questo fronte aveva dato un contributo sensibile. "Occorre fare qualcosa per adeguare una rete che risale a una cinquantina di anni fa", auspica il politico leghista. E la risposta è una vera e propria rivoluzione della viabilità nell'area della stazione.
Il percorso del tunnel
Gran Consiglio permettendo, l'approvazione ieri del messaggio governativo per la progettazione e realizzazione del sottopasso (o tunnel) Genzana segna il debutto di un percorso che vedrà l'inizio dei lavori nel 2024, con la possibile apertura nel 2027. Partendo dalla fermata del bus "Genzana" (davanti alla ex sede del Giornale del Popolo), "il tunnel passerà al di sotto dei quattro binari Ffs e sbucherà a monte della linea ferroviaria", ci spiega Thomas Bühler, capo Area opere strategiche della Divisione delle costruzioni. L'opera è pensata sia per il trasporto pubblico, sia per quello privato, quale elemento di un ideale anello viario attorno alla stazione che prevede pure un nuovo tunnel sotto al parco del Tassino (ma questa è musica di un futuro al di là del 2030). Nelle intenzioni del Cantone, il sottopasso Genzana dovrebbe andare a sgravare anche il parallelo tunnel di Besso, "che resterà comunque in funzione", assicura Bühler.
Un tassello
Il tunnel Genzana è solo un tassello all'interno di una generale opera di risistemazione del comparto della stazione Ffs di Lugano. L'idea è di trasformare la zona nel "baricentro" della mobilità cittadina, spostandolo dalla pensilina Botta. All'uscita del tunnel Genzana, sull'area dell'ex parcheggio Pestalozzi, sorgerà un nodo intermodale del trasporto pubblico su gomma, proprio al di sopra di un nuovo autosilo sotterraneo con 140 posti. Per accedere alla stazione si potrà usufruire del nuovo sottopassaggio pedonale di Besso, già in corso di realizzazione. Nell'area sorgerà inoltre l'accesso alla fermata sotterranea del tram-treno, a una profondità di 50 metri.
Raddoppio dei costi previsti "comprensibile"
Per la progettazione e realizzazione del sottopasso Genzana l'investimento previsto è di 39'620'000 franchi, 23 milioni circa dei quali a carico delle casse cantonali. Nel 2015 il progetto di massima prevedeva un investimento complessivo di poco meno di una ventina di milioni di franchi. Il raddoppio, tuttavia, per Claudio Zali "è giustificato. I progetti di massima hanno sempre un grado di approssimazione del 30% (di solito verso l'alto). In questi anni ci sono stati dei rincari generalizzati fra energia, carburanti e materiali. Sono pure aumentati gli stipendi. L'aumento è quindi comprensibile".

