
Cresce il numero di frontalieri di nazionalità straniera che lavorano in Svizzera. Secondo i dati forniti dall'Ufficio federale di statistica (UST) nel 2013 sono aumentati di 10'200 unità, pari a una crescita del 3,8% a livello nazionale. In Ticino l'aumento nel 2013 è stato del 5,8%: il loro numero si attesta ora a quota 59'807.
In dettaglio i numeri
A fine 2013 sono stati registrati in totale 278'500 frontalieri, di cui il 65% uomini e il 36% donne. Nell'arco di cinque anni il numero di frontalieri è cresciuto del 28,7%: dalle 216'400 persone nel 2008 si è passati alle 278'550 unità del 2013. La crescita ha interessato in modo simile sia i lavoratori uomini (+29,3%) che le donne (+27,7%). Nello stesso intervallo di tempo, il numero totale di attivi occupati (secondo la statistica delle persone occupate) è passato da 4,581 a 4,899 milioni, segnando un aumento del 6,9%.
Oltre la metà dei frontalieri è domiciliata in Francia (52,4%), un quarto risiede in Italia (23,7%) e un quinto in Germania (20,5%). Solo una piccola percentuale di frontalieri vive in Austria (2,9%) o in altri paesi (0,5%).
Aumento più o meno marcato secondo il gruppo di professioni
Rispetto all'incremento generale del 28,7% registrato nell'arco di cinque anni, gli aumenti sono stati maggiori nei gruppi di professione «impiegati d’ufficio e di commercio» (+72,5%), «professioni non qualificate» (+56,2%) e «dirigenti» (+40,1%). Anche tra gli occupati non frontalieri, il numero di persone che esercitano la professione di dirigente è salito in maniera superiore alla media (+26,4%). Per contro, il numero di occupati attivi nella categoria «impiegati d’ufficio e di commercio» è sceso del 4,3% nell'arco di cinque anni, segnando una tendenza contraria a quella registrata tra i frontalieri in questa categoria.
I lavoratori frontalieri esercitano più spesso professioni non qualificate rispetto al resto della popolazione attiva occupata (17,9% contro 3,7%). La loro presenza è particolarmente limitata nelle professioni di tipo intellettuale e scientifico (l'11,6% dei frontalieri contro il 22,5% degli altri occupati).
I quattro quinti dei frontalieri lavorano in tre Grandi Regioni
Circa un terzo dei frontalieri lavora nella Regione del Lemano (34,7%), un quarto nella Svizzera nordoccidentale (23,5%) e un quinto in Ticino (21,5%). Anche se il numero assoluto di frontalieri è maggiore nella Regione del Lemano, la situazione cambia se si considera la rispettiva percentuale sul totale della popolazione attiva occupata. Nella Regione del Lemano, infatti, come nella Svizzera nordoccidentale, un occupato su dieci è frontaliere. In Ticino, invece, la proporzione è molto diversa, dato che i frontalieri rappresentano il 25,6% degli occupati.
Importanza crescente nel terziario
Nel quarto trimestre 2013 la maggior parte dei frontalieri era attiva nel settore dei servizi (61,0%). L'industria dava lavoro al 38,2% dei frontalieri e l'agricoltura soltanto allo 0,7%. Secondo la statistica delle persone occupate del terzo trimestre 2013, la percentuale di occupati raggiungeva il 3,7% nell'agricoltura, il 22,4% nell'industria e il 73,9% nel settore dei servizi. I frontalieri, dunque, lavorano prevalentemente nel settore secondario rispetto alla media degli occupati, anche se nell'arco di cinque anni si è registrato un lieve aumento del loro numero anche nel settore terziario (dal 56,6% al 61,0%) a scapito dell'industria (dove si è registrato un calo dal 42,6% al 38,2%).
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