
Ve la ricorderete tutti la triste vicenda del cane Sturn. Era cieco e sordo e aveva quattro anni. Un cucciolo sfortunato che sembrava avesse trovato una signora capace di accoglierlo. Ma sembrava, infatti. La donna, volontaria di un canile di Erba, dopo aver deciso di adottare Sturn si è presentata dal veterinario di picchetto per chiedere che il cane venisse addormentato. Perché? Abbaiava troppo.
Questo infelice episodio ha fatto che sì che il dibattito sulla questione si riaprisse. Oggi un veterinario può praticare l’eutanasia su un animale a semplice richiesta del proprietario, senza che vi sia alcuna necessità legata alla salute o al benessere dell’animale. Per questo motivo il 23 luglio è stata lanciata e presentata una petizione cantonale per modificare la legge e vietare l’eutanasia di animali da compagnia sani, raccogliendo molto consenso della popolazione. Sono infatti 29mila le firme (su cartacea e online) che Sabrina Aldi e Tamara Merlo consegneranno alle porte di Palazzo dei congressi di Lugano al presidente del Gran Consiglio ticinese.
“È chiaro che questa situazione non può più essere tollerata anche alla luce di situazioni concrete, come quella che sta tenendo banco in questi giorni nel nostro Cantone e oltreconfine. L’indignazione della popolazione è la prova che la percezione e la sensibilità nei confronti del mondo animale è mutata. È giunta l’ora quindi che il diritto si adatti a questa nuova realtà. Gli animali non sono oggetti, non sono cose, ma esseri viventi dotati di sensibilità e non può essere il proprietario a decidere a seconda dei suoi umori se l’animale deve vivere o morire”, scrivono le prime firmatarie.
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