
"Un evento per il Ticino"
Sulla corsia di attesa dei collaudi di Camorino sono parcheggiati quattro obici blindati. Giunti dal Vallese a Cadenazzo nella serata di ieri, questi mezzi sono parte delle bocche da fuoco che compongono il gruppo artiglieria 49, che proprio da ieri fino a martedì svolgerà un’esercitazione nel nostro Cantone. Un ritorno a casa insolito per una formazione di norme abituata ad altre regioni della Svizzera. Al comando del Quarantanove c’è il tenente colonnello Paolo Colombo. “Sicuramente è stato vissuto con entusiasmo, è un evento per noi”, spiega proprio Colombo. In effetti, sebbene il Canton Ticino abbia una tradizione legata all’artiglieria, alle nostre latitudini l’ultimo colpo sparato risale al 1999.
Concentrati sugli spostamenti
Nemmeno durante questa esercitazione i cannoni spareranno, ma ci si concentrerà soprattutto sugli spostamenti. Il brigadiere Romeo Fritz è al comando della brigata meccanizzata quattro che dirige l’esercizio. “L’artiglieria è composta da diversi elementi. Uno di questi è il tiro che dobbiamo esercitare con vere munizioni sulle nostre piazze di tiro. L’altro elemento sono le manovre. Dobbiamo sempre avere un elemento che possa garantire il fuoco di copertura, mentre gli altri si spostano. Ci alleniamo su questa parte e dunque non ci servono munizioni”, spiega Fritz.
Niente panico ma occhi aperti
Della brigata fa parte anche il precedente comandante del 49 il tenente colonnello Francesco Galli che ci illustra le prossime tappe dell’esercitazione, in particolare quelle di cui la popolazione si accorgerà maggiormente. “Ci sarà una parte di spostamento a Nord di Bellinzona”, spiega Galli. Per questo motivo, dunque, se nei prossimi giorni vi capiterà di incrociare un blindato: niente panico.

