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Ticino
Quanto vale e chi paga "L'impronta" fracassata?
Redazione
13 anni fa
La Nazionale assicurazioni spiega la procedura adottata per determinare le responsabilità dell'incidente al Meno Uno di Lugano

Ma a quanto ammonta effetivamente il valore "inestimabile" de "L'impronta", l'opera vitrea mandata in frantumi dal giornalista RSI Salvatore Maria Fares durante il vernissage della collezione Olgiati al Meno Uno di Lugano? Inestimabile può voler dire tutto e niente. Le istallazioni concettuali e minimaliste di Luciano Fabro, secondo le quotazioni delle case d'asta, hanno un valore oscillante tra i 150'000 ed i 250'000 euro, mentre le sue opere in acciaio inox, alluminio o specchio quotano tra i 40'000 ed i 50'000 euro. Il prezzo più alto mai pagato per un'opera di Fabro è di 923'773 dollari. La vendita risale al 2006, presso Sotheby's a Londra, e l'opera in questione era "Italia carta stradale", una mappa in legno e piombo. Il prezzo pagato in quell'occasione è valutato al triplo della stima. Ma torniamo alla nostra "L'impronta". Il Blick ha spavaldamente lanciato la sua quotazione. "Blick weiss: es war rund 400'000 Franken wert" ha scritto il quotidiano d'Oltralpe. In Ticino, però, circolano voci decisamente al ribasso. Si parla di un valore attorno ai 100'000 franchi. Tant'è, la verità potrebbe benissimo stare nel mezzo, ma poco conta, visto che ormai l'opera non c'è più. La quotazione de "L'impronta" ha quindi unicamente un valore assicurativo. Che la Nazionale assicurazioni, titolare dell'incarto, non vuole divulgare. La Nazionale, che non prende posizione sul caso specifico, fornisce però le indicazioni generali su cosa succede quando una persona distrugge un'opera d'arte che un privato ha messo a disposizione di un espositore. Ossia ciò che è successo a Lugano. Sono coinvolte tre parti e le loro rispettive assicurazioni: l'autore del danno Salvatore Maria Fares (che si trovava al vernissage in veste privata), la famiglia Olgiati in qualità di proprietaria dell'opera ed il Comune di Lugano, in veste di espositore tramite il DAC. In generale entra in causa l'assicurazione del proprietario dell'opera, che in questo caso è la Nazionale. Determinante è poi la valutazione della responsabilità del danno. Se questa viene addebitata all'autore materiale del danno, in questo caso il giornalista RSI, l'assicurazione può poi ottenere rivalsa dalla sua RC. Se invece la responsabilità è dell'espositore, l'assicurazione del proprietario può ottenere rivalsa dall'assicurazione di responsabilità civile del'espositore, quindi la Città. Ultima ipotesi, se la responsabilità fosse del proprietario, ciò che qui non sembra essere il caso, è l'assicurazione stessa a pagare i danni. La Nazionale termina facendo notare come sia anche possibile una responsabilità condivisa tra le parti. Gli accertamenti sono ancora in corso, per cui non è possibile al momento sbilanciarsi sulla paternità della responsabilità, né sul valore preciso dell'opera. Ma il valore della pubblicità ottenuta gratuitamente dallo spazio Meno Uno e dalla collezione Olgiati è di sicuro di gran lunga superiore.  AS

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