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Ticino
Quanto mi costi, Lucrezia
Redazione
11 anni fa
Emergono nuovi particolari sul quadro di Leonardo da Vinci finito in pretura di Lugano. La società proprietaria condannata a 2000 franchi di multa al giorno

È una vicenda a dir poco intricata quella che ruota attorno al ritratto di Lucrezia Crivelli di Leonardo da Vinci approdata di recente sul tavolo della pretura di Lugano. Non poteva essere altrimenti: in ballo c’è un capolavoro da 100 milioni di franchi, sempre che appartenga realmente alla mano del grande Maestro del Rinascimento. Un’opera per la quale la società proprietaria sta sborsando 2000 franchi al giorno per non aver dato seguito alla richiesta del pretore che ne chiedeva il sequestro. Ed ora anche la magistratura vorrebbe vederci chiaro.

Ma andiamo con ordine. Il dipinto si troverebbe in Svizzera dal 1930. Dopo essere passata nelle mani di un vecchio collezionista di Parma, l’opera sarebbe stata ceduta ad una società d’affari appartenente ad uno svizzero residente a Montecarlo. Questa società avrebbe cercato per più di un decennio di valorizzarlo con perizie specialistiche e di trovare un acquirente, senza però grande successo.

Fino a quando si sarebbe fatto vivo un gruppo francese rappresentato da un avvocato di Ginevra, che avrebbe convinto il collezionista di Parma a cedergli il dipinto. Siccome si parla di una cifra esorbitante - 100 milioni di franchi - il gruppo di Ginevra avrebbe convinto il collezionista di procedere ad un deposito intermedio del dipinto presso uno studio legale di Lugano.

Lamentando di non essere stato avvisato di tutti gli aspetti contabili della transazione, il titolare della società proprietaria del quadro si è però rifiutato all’ultimo momento di procedere al deposito.Nel frattempo il gruppo di Ginevra interessato all’opera, non sarebbe stato in grado di dimostrare nessuna capacità finanziaria. Forse l’intenzione era quella di tentare di rivendere subito il quadro con un certo margine.

Dopo il rifiuto della società proprietaria di effettuare il deposito, il collezionista di Parma si è rivolto al pretore di Lugano, che ha ordinato il sequestro del quadro. 

Sequestro che non è tuttavia avvenuto, cosicché la società panamense e lo svizzero di Montecarlo sono stati condannati a versare 2mila franchi al giorno di multa. Multa che nel frattempo sarebbe già lievitata a diverse centinaia di migliaia di franchi. Non solo: sembra che ora anche la magistratura intenda vederci chiaro.

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