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"Quanto ci vuole per sostituire gli ippocastani?"
"Quanto ci vuole per sostituire gli ippocastani?"
"Quanto ci vuole per sostituire gli ippocastani?"
Redazione
10 anni fa
Sara Beretta Piccoli lamenta i tempi di intervento del Municipio di Lugano: "Avrebbe già dovuto rimpiazzare 66 alberi"

Il tema del taglio degli ippocastani e la loro sostituzione torna alla ribalta tramite un'interrogazione inoltrata da Sara Beretta Piccoli al Municipio di Lugano. La consigliera comunale PPD lamenta che "sono passati oltre due anni e mezzo" da quando, il 20 maggio 2014, si era proceduto al taglio degli storici e protetti ippocastanti in Viale Castagnola. Ma fino a oggi la loro sostituzione avviene a rilento. 

"Prima del taglio" ricorda Sara Beretta Piccoli, "non erano mancati i malumori ed il disappunto della popolazione. In seguito, per oltre un anno, un piccolo gruppo di persone si era puntualmente riunito, una volta al mese, per reclamare la mancata sostituzione di queste imponenti, storiche ed importanti piante". Sostituzione che per altro "era stata ripetutamente confermata da parte del Municipio". 

"Ad oggi purtroppo constatiamo che la sostituzione non è avvenuta (con nessun tipo di pianta sostitutiva)" denuncia la consigliera comunale, "malgrado per la sostituzione del verde fosse stato stanziato un congruo credito di 150’000 franchi. Peraltro alcune piante, forse maldestramente sostituite, sono già in fase di deperimento".

Secondo Beretta Piccoli il Municipio, con questi soldi, "avrebbe dovuto rimpiazzare 66 nuove piante con 105 nuovi alberi. Alla fine del 2015 la Capodicastero, Cristina Zanini, annunciava, oltre alla sostituzione delle suddette piante, l’avvio di una procedura di catasto del verde pubblico, da inserire nel nuovo piano regolatore cittadino. Inoltre dovevano venir ripresi i lavori per la realizzazione di una pista forestale di 1.1 km nei pressi del bosco di Cornaredo, in zona percorso vita".

Beretta Piccoli segnala infine "la crescente e grave problematica riguardante la totale invasione, in particolare lungo gli argini del fiume Cassarate, di piante altamente invasive, (come tra l’altro ribadito a livello cantonale), del pericoloso “poligono del Giappone”.

"Che Lugano sia al verde" conclude la consigliera comunale, "lo sappiamo, ma a questo punto ci sorge un dubbio in quanto sospettiamo che il futuro di Lugano sarà forse un po' meno verde!"

Alla luce di queste premesse, a nome del gruppo PPD Beretta Piccoli chiede al Municipio:

● È a conoscenza della mancata sostituzione degli ippocastani in Viale Castagnola?● Per quale motivo, queste importanti piante non sono ancora state sostituite?● Corrisponde al vero, che a Dino sono stati recentemente tagliati dei platani “storici”?● Come viene monitorato al momento il verde pubblico?● Chi si occupa, a livello pratico, della sostituzione delle piante? Queste persone hanno le necessarie conoscenze per svolgere questo compito?● Allo stato attuale, a quanto ammonta il credito a disposizione del verde pubblico? Si pensa di dover chiedere un altro credito o le spese per il mantenimento del verde rientreranno nelle spese legate al relativo dicastero?● Qual’ è la tempistica per la realizzazione di un regolamento del verde?● È stata completata la pista forestale nel bosco di Cornaredo a beneficio del percorso vita?● A che punto è il monitoraggio delle piante invasive, in particolar modo lungo gli argini del fiume Cassarate?● All’interno del dicastero preposto, vi sono operai che hanno ricevuto le nozioni necessarie a trattare questo genere di piante altamente invasive? Se no, perché?● In merito alle piante neofite invasive, quale potrebbe essere l’approccio informativo verso il cittadino?

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