
7'500 tonnellate, con un aumento del 3% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. È la quantità di fragole che verranno raccolte questa stagione in Svizzera, stima l'Associazione Svizzera della Frutta, che parla di un anno propizio per le delizie rosse. Per capire se anche in Ticino il raccolto è buono e di qualità, abbiamo incontrato Sevenja Krauss, che con la mamma gestisce l'azienda ortofrutticola Krauss di Sant'Antonino, il principale produttore del Cantone. «Siamo quasi alla quarta settimana di raccolta e possiamo dire che quest'anno siamo proprio soddisfatti. Di piogge ce ne sono state, di qualcosa che è andato male c'è stato, però in confronto all'anno scorso o gli altri anni direi che è ottimo come anno».
Quantità e qualità
In Svizzera la stagione ha preso velocità con un pizzico di ritardo, ma nel prossimo periodo, fino a metà giugno, è prevista la raccolta di circa mille tonnellate a settimana. Frutti di cui la qualità, ribadisce l'associazione, è quest'anno eccellente. «La percepiamo anche noi molto buona. Poi qua nel piano di Magadino c'è un vento che soffia sempre, quindi tiene le piante belle asciutte e di qualità», continua Krauss. Ma quali sono le condizioni ideali per la buona riuscita delle fragole? «Il troppo caldo di adesso sicuramente non è ottimo perché la fragola tende sì a maturare, ma rimane piccola, quindi peccato», spiega Krauss. «L'ideale è attorno ai 23/25 gradi, che quindi c'è quel caldo ottimo per crescere e anche di notte non dev'essere troppo freddo perché se no i fiori si rovinano, compromettendo il raccolto».
La sfida del rincaro
Come detto, il raccolto è quindi molto positivo sia in Ticino che in Svizzera interna. Regioni che peraltro si tendono la mano anche contro una delle sfide: la concorrenza dall'estero, in primis dalla Spagna. Tra gli ostacoli da superare ci sono poi sempre le condizioni meteo. Seppur in generale ci sia stato un clima favorevole, c'è comunque stato qualche episodio negativo, come il forte vento di fine marzo che ha danneggiato diverse strutture. Un altro aspetto sfavorevole in prospettiva è dovuto al conflitto in Medio Oriente, ovvero l'aumento del costo di determinati beni. «Sì, lo sentiamo. A partire dalla plastica che usiamo per le strutture, oppure anche il concime» conclude Krauss. «L'anno scorso abbiamo avuto ancora la possibilità di comprare una buona quantità e quindi andava ancora, ma come si sa i prezzi sono saliti e l'anno prossimo sarà una grande sfida».

