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Ticino
"Quanti posti salteranno nelle valli?"
"Quanti posti salteranno nelle valli?"
"Quanti posti salteranno nelle valli?"
Redazione
10 anni fa
Dadò e diversi altri deputati vallerani temono che Ofima e Ofible stiano per annunciare tagli di impieghi

Le attuali difficoltà del settore elettrico porteranno a tagli di impieghi nelle valli ticinesi? Lo temono, sulla base di indizi concreti, i deputati Fiorenzo Dadò (PPD), Giacomo Garzoli (PLR), Germano Mattei (Montagna Viva), Walter Gianora (PLR), Simone Ghisla (PPD), Gina La Mantia (PS), Michele Guerra (Lega), Franco Celio (PLR), Nadia Ghisolfi (PPD), Omar Terraneo (PLR), Fabio Badasci (Lega) e Giorgio Pellanda (PLR), i quali hanno presentato oggi un'interrogazione al Consiglio di Stato intitolata "Posti di lavoro nelle Valli a rischio?". 

"Da qualche anno ormai si constatano grosse difficoltà del settore elettrico, che hanno comportato ingenti perdite finanziarie a tutte le grandi società svizzere di produzione" esordiscono Dadò e cofirmatari. "Sul mercato internazionale si prevedono prezzi inferiori ai costi di produzione ancora per qualche anno, tant’è che le Camere federali concordano sulla concessione di un "sussidio all’idroelettrico" di CHF 120 mio annui per un periodo di 6 anni, a partire dal 2018."

"Anche a fronte delle citate difficoltà" proseguono gli interroganti, "le società idroelettriche rappresentano un pilastro insostituibile della politica energetica federale: esse generano pregiata energia rinnovabile con i loro impianti di produzione, sull’arco di più decenni. Per citare le difficoltà esistenti facciamo riferimento alla recentissima notizia dell’inaugurazione del grandioso impianto del lago di Mutt da parte di Axpo: la stessa società ha appena comunicato la necessità di svalutare il nuovo impianto per oltre mezzo miliardo di franchi svizzeri, a causa delle condizioni negative sul mercato elettrico."

"La stessa Axpo è azionista delle Officine idroelettriche di Blenio SA (Ofible), rispettivamente delle Officine idroelettriche di Maggia SA (Ofima), unitamente ad altri azionisti e al Cantone Ticino, che detiene il 20% di entrambe le società" aggiungono Dadò e cofirmatari.

"Tenuto conto delle difficoltà generate dal mercato elettrico, è palese che gli azionisti di Ofima e Ofible, compresa l’AET (che ritira l’energia per conto del Cantone Ticino), necessitino di contenere quanto più possibile i costi della produzione idroelettrica" proseguono. "Questa situazione genera notevoli preoccupazioni per i risvolti che ne possono derivare nelle nostre Valli: da tempo si rincorrono voci su possibili misure di risparmio in Ofima e Ofible."

Visto quanto precede, Dadò e cofirmatari pongono al Consiglio di Stato le seguenti domande.

- Corrisponde al vero che Ofima e Ofible stanno pianificando una riduzione del proprio organico? Se sì, a partire da quale data ed in quale misura? Quali misure d’accompagnamento possono essere considerate per attenuare al minimo le ripercussioni negative nelle Valli e in Ticino?

- Al fine di salvaguardare posti di lavoro e relative competenze del personale, sono state esplorate le possibili sinergie con AET e con le società di distribuzione attive nel Cantone?

- L’eventuale riduzione di personale addetto agli impianti che ripercussioni avrebbe sulla manutenzione e di riflesso (a lungo termine) sulle riversioni degli impianti a favore del Cantone Ticino?

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