
Dei due milioni di franchi di crediti a fondo perso che la Confederazione ha stanziato per le regioni periferiche del Ticino, per il periodo 2016-19, oltre la metà non è stato utilizzato ed è tornato a Berna. A denunciarlo è la granconsigliera Roberta Soldati in un’interrogazione, firmata anche da Tiziano Galeazzi, Lara Filippini, Paolo Pamini, Daniele Pinoja ed Edo Pellegrini.
“La valorizzazione e il potenziamento delle zone periferiche del nostro Cantone, sta a cuore a tutti. Per questo motivo si ritiene che ogni importo restituito sia un’occasione mancata, senza che con ciò si intenda sprecare il denaro pubblico”, scrivono i deputati.
Queste le loro domande al Consiglio di Stato:
1. A partire dall’entrata in vigore della Legge federale sulla politica regionale (1.1.2008) dica il Consiglio di Stato per ogni periodo quadriennale, l’importo stanziato inizialmente dalla Confederazione destinato alle regioni periferiche e l’ammontare dell’importo ristornato dal Ticino alla Confederazione alla scadenza del corrispondente periodo, poiché inutilizzato.
2. Quali sono in motivi per ogni periodo quadriennale, alla base del mancato utilizzo di questi fondi? Il contenuto della Convenzione di programma conclusa dalla Confederazione e il Cantone ha avuto un influsso sul mancato utilizzo di parte dei fondi stanziati? In caso di risposta positiva, si è provveduto ad un adeguamento del contenuto della stessa nel periodo quadro successivo?
3. L’importo ristornato alla Confederazione era dovuto alla mancanza di progetti validi?
4. L’importo ristornato alla Confederazione era dovuto alle tempistiche dell’iter d’approvazione dei progetti?
5. Quali sono i margini di miglioramento intravvede il Cantone per incrementare l’utilizzo dei fondi federali ed evitare così un ristorno degli stessi al termine del periodo quadriennale.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

