
In Ticino il salario mediano tra il 2008 e il 2016 è sceso in modo impressionante in alcuni settori. Di 67 franchi nel ramo “Fornitura acqua e trattamento dei rifiuti”, di 569 franchi in quello “Industria tessile e dell’abbigliamento” e addirittura di 1'648 franchi in quello “Attività informatiche e altri servizi informativi”. È quanto si legge in un’interrogazione del Movimento per il socialismo che ribadisce la necessità di un’analisi sulla struttura e la distribuzione dei salari in Ticino.Secondo i deputati Simona Arigoni, Angelica Lepori e Matteo Pronzini, il Governo sarebbe in colpevole ritardo nella presentazione di un simile studio promesse da tempo. Per denunciare la situazione hanno così inoltrato al Consiglio di Stato un’interrogazione intitolata “Analisi sul calo dei salari dal 2008: e anche quest’anno… aspettiamo l’anno prossimo”.
Chi studia il fenomeno?
Ecco quindi che una serie di 8 domande interroga il Governo sulla data di pubblicazione dello studio e sull’intenzione di approfondire il fenomeno. L’MPS chiede anche quali altri analisi siano state fatte da enti quali l’Osservatorio del mercato del lavoro, la Commissione tripartita cantonale e il Tavolo di lavoro dell’economia. “Il Consiglio di Stato non considera necessario rendere pubblici documenti e analisi sull’evoluzione dei salari in Ticino o organizzare una conferenza stampa sul tema?”, si chiede.
Perché i salari scendono?
Ma quali sono le vere motivazioni del crollo dei salari ticinesi in alcuni settori. Gli interroganti suggeriscono possibilità chiedendo al Governo una risposta: “L’evoluzione negativa in questi rami è dovuta a un aumento dei posti di lavoro con basse qualifiche? Oppure a un aumento dei dipendenti giovani ad inizio carriera e quindi con salari più bassi? O semplicemente è dovuta al fatto che le remunerazioni sono calate anche a parità di qualifiche, formazione, anzianità e anni di servizio? Altre ragioni?”
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