
Come prevedibile, le rassicurazioni ai frontalieri da parte del parlamentare del Movimento 5 Stelle Giovanni Currò secondo cui, a quasi tre anni dall’annuncio di un’intesa sull'accordo fiscale, la maggioranza parlamentare non ha dubbi e non si andrà avanti "perché non ci sarà l’indispensabile approvazione dell’aula” non è passata inosservata.
Se per il quotidiano La Provincia di Sondrio si tratta di un’ottima notizia per i circa 5'000 valtellinesi e valchiavennaschi occupati nei Grigioni, per il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri è la dimostrazione che i politici italiani "difendono i privilegi fiscali dei frontalieri, il che va a scapito degli italiani che lavorano in Italia".
"Possibile che nessuno abbia niente da dire? - ha postato su Facebook - Ed intanto noi, grazie al triciclo PLR-PPD-PS in Consiglio di Stato, continuiamo a pagare i ristorni, ormai lievitati a 84 milioni di franchetti all'anno". Per il consigliere nazionale occorre dunque bloccare i ristorni ("il CdS prenda subito la decisione e la renda pubblica) e disdire la convenzione del 1974 relativa all'imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine. "Quando la rigonfia mammella elvetica improvvisamente smette di dare latte, i vicini a sud scendono a più miti consigli... eccome che scendono".
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