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Ticino
"Quando la colpa è sempre degli altri"
"Quando la colpa è sempre degli altri"
"Quando la colpa è sempre degli altri"
Redazione
7 anni fa
Presa di posizione degli ex membri della Commissione di vigilanza LIA che criticano l'operato di Claudio Zali

Riceviamo e pubblichiamo una presa di posizione degli ex membri della Commisione di vigilanza LIA:

"Il tema della LIA – la Legge sulle imprese artigianali – è stato toccato, in campagna elettorale, nelle interviste dei giornalisti all’on. Claudio Zali.

Ancora una volta il Consigliere di Stato si è distinto nell’attribuire ad altri la colpa del fallimento del progetto LIA. In primis, come già in passato, alla Commissione di vigilanza LIA, rea a suo dire di aver applicato legge e regolamento in modo (troppo) fiscale; affermazione senz’altro sconcertante, in particolare se a farla è un uomo di legge. A tale proposito preme ricordare, ancora una volta, che la Commissione di vigilanza LIA non ha fatto altro che applicare quanto indicato nella legge e nel regolamento.

Legge che, secondo le ultime dichiarazioni, sarebbe stata imposta all’on. Zali dal Parlamento, attraverso un’iniziativa parlamentare, e avrebbe per questo limitato i margini di manovra per il direttore del Dipartimento del territorio. C’è da rimanere allibiti!" si legge nel comunicato.

"Innanzitutto, nell’ambito del dibattito parlamentare, l’on. Zali avrebbe potuto – se lo avesse voluto – manifestare le sue riserve giuridiche nei confronti del progetto di legge, negando l’adesione del Governo al medesimo, e il tutto si sarebbe bloccato. Al contrario, nel messaggio governativo no. 6999 dell’11 novembre 2014, redatto dal Dipartimento del territorio, si legge contestualmente che la LIA è perfettamente in linea con le condizioni stabilite dal diritto superiore e segnatamente dalla Legge federale sul mercato interno (LMI).

Giova pure ricordare che il regolamento di applicazione della legge è stato concepito e redatto dal Dipartimento dell’on. Zali e non da chissà chi.

In tutta la faccenda della LIA vi sarebbe inoltre, sempre a mente dell’on. Zali, anche un terzo responsabile: il popolo Svizzero che, ratificando gli accordi bilaterali CH-UE ha accettato anche la libera circolazione delle persone. Abolendo, come vorrebbe l’UDC con la sua iniziativa, la libera circolazione, il tutto si aggiusterebbe.

Simili argomentazioni da parte di un magistrato sono a dir poco sconcertanti… E dire che la LIA – a fini politici – andava bene anche al nostro Consigliere di Stato: dalle colonne de “Il Mattino” di qualche anno fa si sosteneva infatti trionfalmente di aver trovato la soluzione all’invasione dei padroncini!" si legge nella nota.

"No, non ci siamo proprio. Nell’interesse dell’artigianato dell’edilizia e dei posti di lavoro in Ticino ci saremmo aspettati un approccio differente: non un “saltare giù dal carro” alla prima sentenza del Tram e alle contestazioni della COMCO, ma bensì un’offensiva politica seria, in particolare nei confronti della COMCO che, fino a prova contraria, non è il padreterno in materia di concorrenza.

Se i funzionari della COMCO, nella loro torre d’avorio di Berna, non si rendono conto della realtà economica e sociale del Ticino, è lecito attendersi un intervento da parte del Governo cantonale nei confronti del Consiglio federale, ad esempio per esplorare le possibilità date dall’articolo 3 della Legge federale sul mercato interno (LMI) che attribuisce ai Cantoni, in condizioni di difficoltà, la facoltà di emanare disposizioni a protezione della propria economia.

Invece nulla, come nulla pure da parte dell’on. Zali a proposito del progetto di LIA bis (iniziativa parlamentare elaborata “Istituzione di un albo delle imprese artigianali”).

In merito al progetto, che annacqua di molto i principi della LIA e contro il quale nuovamente si è scatenata la COMCO, l’on. Zali e il Governo sono rimasti silenti, per buona pace delle grandi dichiarazioni a sostegno dell’economia e della creazione di occupazione di cui, in queste settimane di campagna elettorale, tutti si riempiono la bocca. I progetti concreti, quelli che effettivamente apportano valore aggiunto e indotto al settore e all’intera economia cantonale, quelli non vengono sostenuti.

C’è da sperare che i cittadini ticinesi riflettano quando depositeranno la scheda nell’urna".

Gli ex membri della Commissione di vigilanza LIA:

Renzo Ambrosetti

Flavio Bassetti

Francesco Lurati

Pier Giorgio Rossi

Luca Stauffer

Dario Cadenazzi

Igor Cima

Paolo Locatelli

Giovanni Scolari

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